L’AQUILA – Resa dei conti oggi tra il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e una rappresentanza dei sindaci dei 26 comuni fuori “cratere” che hanno fatto ricorso al Tar sull’ammissione nell’area, con 15 sentenze favorevoli già emesse a rendere l’area sempre più “elastica”, visto che a breve potrebbe allargarsi.
Al vertice di palazzo Silone hanno inizialmente preso parte solo otto amministratori, meno di un terzo del totale, tanto che qualcuno di loro ha rumoreggiato contro la scarsa partecipazione. Assente anche uno dei sindaci più combattivi su questo tema, quello di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis.
Come prima cosa Chiodi ha sciolto i dubbi sulla paternità dell’appello al Consiglio di Stato contro la pronuncia del Tar che ha deciso una nuova istruttoria tecnica per 15 dei 26 territori inizialmente esclusi dal “cratere”. Un appello presentato all’organo di secondo grado della giustizia amministrativa dalla presidenza del Consiglio e dal “commissario per l’emergenza sisma”.
“Questa notizia – ha detto – è falsa e strumentale, non sono stato parte né nel ricorso di primo grado, né tantomeno nell’appello successivo. Si sta giocando sull’equivoco, confondendo volutamente la figura del commissario per l’emergenza, che in prima battuta era Guido Bertolaso, con quella del commissario per la ricostruzione”.
Su quale sia lo scopo di creare questa confusione, Chiodi ha sbottato che “si fa polemica per affermare se stessi, la propria esistenza politica virtuale senza fare nulla”. Il commissario non ha fatto riferimenti precisi all’inizio, parlando con i cronisti, ma nel corso del vertice ha puntato l’indice sul senatore del Partito democratico Luigi Lusi che, alcuni giorni fa, sul tema ha presentato un’interrogazione assieme al collega Giovanni Legnini.
Il commissario ha anche ricordato che, in una lettera inviata il 15 luglio, prima del deposito dell’appello, si diceva “favorevole a che si rinnovasse l’istruttoria per i 26 comuni extra cratere, così come indicato dal Tar stesso. Penso – ha ipotizzato – che ripeterla porterebbe alle stesse conseguenze”. Quindi all’esclusione di quelle amministrazioni e territori per mancanza di requisiti.
Quanto al rischio di un allargamento a dismisura della zona del “cratere”, infine, Chiodi ha affermato che “il Tar non ha detto inserite questo o quello, perché non può dirlo, ha solo risposto che l’istruttoria non era stata sufficientemente motivata”.
I SINDACI: ”SIAMO DANNEGGIATI, CHIODI CI AIUTI”
Alfredo Di Varano, sindaco di Isola del Gran Sasso (Teramo), uno dei 15 Comuni che il Tar ha rimesso in gioco per l’ammissione del “cratere”, è stato anche il primo a ricevere notizia dell’appello al Consiglio di Stato.
“L’incontro di oggi – ha spiegato – è stato richiesto dai sindaci dei Comuni con sentenza favorevole per chiedere sostegno al presidente Chiodi, visto che stiamo avendo danni incalcolabili da un appello al Consiglio di stato che ha motivazioni inconsistenti”.
Su quali siano i danni, Di Varano ha ricordato che i territori che fanno parte del “cratere” hanno opportunità come “sospensione dei mutui, vantaggi fiscali, finanziamento sul recupero di edifici pubblici, trasferimenti erariali superiori del 50 per cento. Solo noi – ha aggiunto – abbiamo perso 1 milione di euro”.
Ma i Comuni lontanissimi dall’epicentro della scossa delle 3.32 hanno diritto a entrare nel “cratere” tanto quanto le amministrazioni più danneggiate?
“Se fin dall’inizio la scelta fosse stata limitata all’Aquila avrei alzato le mani. Ma se nel ‘cratere’ c’è Penna Sant’Andrea, allora ci può stare anche un Comune come il mio, che ha avuto mille edifici danneggiati”.
Al vertice era presente anche la vice presidente della Provincia dell’Aquila, Antonella Di Nino, che alcuni giorni fa ha scritto una lettera di fuoco al sindaco di Pratola stigmatizzando le polemiche e difendendo Chiodi.
“L’incontro è per chiarire, va bene la tutela dei territori ma deve prevalere la difesa della verità. Chiodi ha mostrato una sensibilità fuori dal comune per le amministrazioni della Valle Peligna”, ha rincarato.
LA REPLICA DI LUSI A CHIODI: ”MENO CHIACCHIERE E PIU’ PRESIDENTE”
“Suggerisco al presidente Chiodi di fare meno chiacchiere e usare di più il distintivo di presidente della Giunta Regionale abruzzese”.
Questa la replica piccata del senatore del Partito democratico Luigi Lusi al governatore e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che oggi lo ha tirato in ballo parlando di “esistenza virtuale” di alcuni politici con i sindaci dei Comuni che potrebbero entrare nel “cratere”.
“Se Chiodi, parlando di senatori, si riferisce a Legnini e a me – attacca Lusi – allora capisco la sua contrarietà davanti ai nostri fatti: nessuno è riuscito a veicolare con due leggi finanziarie quanto abbiamo portato noi in Abruzzo con le finanziarie 2007 e 2008. Se, come invece credo, parlando il presidente Chiodi di ‘senatori che affermano la loro esistenza virtuale stando sui giornali e non facendo politica’ si riferisce ai quattro senatori abruzzesi del Pdl, allora non riesco a capirlo”.
Secondo Lusi, infatti, “in questi tre anni, sembrerebbe quasi che i quattro senatori del Pdl si siano distinti per aver portato in Abruzzo la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere, le opere pubbliche, le infrastrutture ferroviarie, gli incentivi alle imprese, l’aumento dell’occupazione, le risorse per il turismo e la restituzione dilazionata delle imposte per i cittadini del cratere. Purtroppo, invece, questo è solo il libro dei sogni del Pdl, nonostante lo stesso Pdl sia da tre anni al governo del Paese”.
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