L’AQUILA – Slitta il confronto tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l’assessore Gianfranco Giuliante.

Il governatore è rimasto bloccato a Roma dove è impegnato in un’assemblea dei presidenti di Regione sul riparto del fondo sanitario: “Purtroppo la riunione – ha dichiarato il presidente – questa notte è terminata alle 4.30 ed è stata aggiornata a questa mattina e andrà avanti a oltranza”.

Possibile che il confronto avvenga domani o  lunedì prossimo. Il confronto era stato annunciato dallo stesso presidente della Giunta dopo le affermazioni rilasciate da Giuliante nel corso di una conferenza stampa sul convenzionamento della facoltà di Medicina dell’Aquila con la Asl di Teramo (“ciò che fa dispiacere  all’Aquila fa piacere a Teramo e quindi al presidente Chiodi”).

Nel corso della riunione romana il presidente ha dichiarato: “Siamo su un crinale pericolo, francamente non so se si riuscirà a siglare l’intesa tra le Regioni”:

IL PDL AQUILANO PRONTO A SOSTENERE L’ASSESSORE, POI IL DIETROFRONT

L’AQUILA – E’ rimasto nel cassetto, almeno per il momento, un documento che i consiglieri di opposizione al Comune dell’Aquila Enzo Lombardi (coordinatore del Pdl nel capoluogo) e Franco Mucciante (capogruupo di Forza Italia in Consiglio comunale. Nè Fi nè An si sono mai sciolti per la creazione di un unico gruppo Pdl) avrebbero pensato di regidere e proporre a sostegno dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante, le cui deleghe alla Protezione civile e all’Ambiente sono state ritirate dal governatore, Gianni Chiodi per la questione della frase ‘incriminata’ (“ciò che fa dispiacere all’Aquila fa piacere a Teramo e a Chiodi).

La nota, che si incastra in un periodo di dibattiti e polemiche sui convenzionamenti tra la Asl di Teramo e la facoltà di Medicina dell’Aquila, avrebbe creato non pochi imbarazzi all’interno del partito azzurro, visto che tra i proponenti c’era proprio il responsabile cittadino del partito del governatore Chiodi.

Sembra, comunque, che l’idea del documento avesse ricevuto il consenso anche del presidente dell’assise civica, Carlo Benedetti, che si sarebbe detto disposto anche a firmarlo qualora fosse stato ufficializzato.

IL RETROSCENA

“Ciò che fa dispiacere all’Aquila fa piacere a Teramo e, quindi, a Chiodi”. E’ questa la frase della discordia che ha provocato il ritiro delle deleghe all’assessore Giuliante che, successivamente ha chiarito con un comunicato quelle che era il suo reale pensiero.

L’IRA DI CHIODI

Dopo aver letto le frasi riportate dai media il governatore non ci ha pensato su due volte, ritirando le deleghe alla protezione civile e l’urbanistica, assegnate solo poco più di due mesi fa.

“Le dichiarazioni rilasciate dall’assessore all’Urbanistica e alla Protezione civile a margine di una conferenza stampa sulla sanità tenutasi ieri, che ritengo assolutamente gratuite, infondate e pretestuose” aveva tuonato Chiodi, rimandando ogni decisione definitiva ad un confronto previsto, e confermato, per venerdì prossimo.

Il presidente, comunque, non aveva molta voglia di parlare. “Ho fatto un comunicato”,  ha afferma e alla domanda sui suoi rapporti con Giuliante, già in passato tesi, si è limitato a dire: “Non è la prima volta”.

LA REPLICA DI GIULIANTE

Pronta la replica di Giuliante che in un comunicato ha negato che nella frase della discordia vi fossero contenuti critici nei confronti dell’attività amministrativa del presidente Chiodi.

“Ho già chiarito al presidente che la risposta a una domanda circa il diverso atteggiamento emotivo che si ha quando si perde qualcosa da quando la si guadagna (agli aquilani dispiace ai teramani fa piacere), non implica né una possibile traduzione in (ciò che fa male a L’Aquila a Chiodi fa piacere) né traduce un giudizio di valore su l’attività che Chiodi svolge nei diversi ruoli su e per L’Aquila – ha scritto Giuliante – Credevo di aver già chiarito questo – prosegue Giuliante in una nota –  smentendo tali interpretazioni che, estrapolate dal contesto, finivano per far diventare ‘invettiva’ ciò che voleva essere ricostruzione dei fatti”.

“Se la ragione del contendere è questa – continua – anche questa mattina sarebbe potuta essere oggetto di chiarimento in un incontro già pre-stabilito a Roma dove eravamo entrambi per motivi istituzionali, e saltato per ‘impegni’ del presidente Chiodi”.

“Se viceversa il riferimento alle dichiarazioni – conclude Giuliante – attiene alla ricostruzione da me data dei tempi, dei modi e della costruzione del percorso Università/Sant’Omero, confermo adesso per allora quanto da me riferito in conferenza stampa”. (g.a.)