L’AQUILA – “L’Aquila non sarà una moderna Pompei” e poi “prima della fine del mandato abbasserò le tasse agli abruzzesi”, quindi il bilancio sanitario “per la prima volta in pareggio”.
È un’analisi a tutto campo quella che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha fatto durante una conferenza stampa per illustrare i risultati ottenuti dalla sua Giunta a tre anni dalle elezioni in cui il centrodestra tolse il comando dell’ente alla coalizione avversaria.
”L’AQUILA NON SARÀ UNA MODERNA POMPEI”
“Il rischio che L’Aquila sia una Pompei moderna non esiste, ma bisogna capire quali saranno i tempi. Ci si potranno mettere 10, 15, 20 anni, a seconda di quanto saranno bravi soprattutto i comuni, ma sul fatto che si ricostruirà non c’è ombra di dubbio”.
“Qualcuno ha fatto credere agli aquilani che la ricostruzione sarebbe avvenuta in tempi brevi – ha aggiunto Chiodi – invece ci vorrà molto tempo. Quello che manca all’Aquila è la serenità. Per ricostruire ci vogliono coloro che diffondono e alimentano speranze. Siamo di fronte a normative non più emergenziali. Gli appalti richiedono tempi lunghi”.
Il presidente si è poi soffermato sulla ricostruzione del centro storico: “ribadisco che solo oggi sembrerebbe che il Comune dell’Aquila abbia reso noto il piano di ricostruzione – ha detto il presidente – D’altronde è una legge voluta da noi a imporlo. È il ministero dell’Economia a richiederci i piani di ricostruzione, così da poter elaborare una stima dei costi”.
Citando i dati relativi all’assistenza alla popolazione, il commissario per la ricostruzione ha detto che “a oggi le persone che usufruiscono di autonoma sistemazione sono 11.777, quindi il 57,6 per cento in meno rispetto al febbraio del 2010, le persone negli alberghi sono diminuite del 93,8 per cento e quelle nelle caserme dell’84,4 per cento”.
“Tutte queste persone – ha detto Chiodi – dove pensate che siano andate? Sono tornate nelle loro case, una volta aggiustate”.
“La ricostruzione pubblica costerà circa il 25 per cento in meno di quella privata. È la prima volta, nella storia di un terremoto, che succede una cosa del genere”.
“Questo – ha concluso Chiodi – deve far riflettere sull’attenzione necessaria nella vicenda aquilana”.
“PRIMA DELLA FINE DEL MANDATO ABBASSERO’ LE TASSE”
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha annunciato oggi che prima della fine del mandato sarà “l’unico presidente che abbasserà le tasse”.
Lo ha detto nel corso della conferenza stampa convocata per fare il bilancio dell’attività del 2011 della Regione Abruzzo.
Chiodi ha ricordato che l’esecutivo da lui guidato ha avuto “un compito gravoso” avendo dovuto affrontare tutta una serie di circostanze negative che non c’erano mai state prima, e cioè “il forte indebitamento, la tassazione elevata nei confronti delle imprese, il terremoto, la sanità commissariata, la crisi internazionale”.
Chiodi non si stupisce quindi che il recente sondaggio de Il Sole 24 ore gli attribuisca solo due punti in meno rispetto al giorno delle elezioni (quando aveva il 48 per cento dei consensi).
“Se il sondaggio è affidabile – ha commentato – sono sceso pochissimo, cioè due punti in meno nonostante l’azione di risanamento portata avanti e i tagli ai privilegi. Ci metterei la firma, se fosse così. E comunque alle prossime elezioni gli abruzzesi guarderanno Chiodi e il candidato che è contro Chiodi, sempre se sarò io il candidato. E sarò al 55-60 per cento”.
Ma oggi il pensiero di Chiodi non sono le “future elezioni, ma le future generazioni. Penso – ha concluso – a lasciare un Abruzzo migliore di quello che ho trovato”.
COSTI POLITICA: “MIO STIPENDIO DI 8.450 EURO, TRA I PIU’ BASSI”
“Io prendo 8.450 euro al mese e sono uno dei presidenti di Regione che guadagna meno. Il presidente della Puglia, Nichi Vendola, che è di sinistra, prende quasi il doppio di me”.
Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, commentando un articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera.
Nel servizio del quotidiano di via Solferino, dal titolo “Regioni, la giungla dei privilegi. In Sicilia e Sardegna stipendi record”, Sergio Rizzo scrive, infatti, che “il presidente Chiodi è quello che ha ridotto maggiormente il compenso: 5.394 euro in meno rispetto al predecessore Del Turco”.
Prendendo spunto proprio dall’articolo, nel tracciare un bilancio dell’attività svolta nel 2011, Chiodi ha affermato di “aver mantenuto la promessa e di aver abbattuto i costi della politica. Abbiamo eliminato il vitalizio dei consiglieri regionali – ha sottolineato – dopo aver ridotto le indennità, oggi tra le più basse d’Italia. Siamo stati i primi a farlo, ad agosto dello scorso anno, ma non eravamo riusciti a farlo sapere”.
Il presidente si è poi soffermato su altre misure adottate, come l’eliminazione di circa 250 poltrone “a uso della politica” di enti e agenzie regionali, il taglio dei compensi ai componenti dei consigli di amministrazione, la riduzione del numero dei dipendenti regionali.
“Siamo stati la prima classe dirigenziale – ha detto – ad aver eliminato tutta una serie di agenzie regionali”.
Chiodi ha poi parlato di una “minore burocrazia” e di una maggiore “attenzione al merito”, attraverso il “ciclo delle performance, per premiare chi si impegna di più”.
“Sono diminuiti i dirigenti (da 31 a sette) e i dipendenti – ha aggiunto – che nel 2012 sono 42 in meno rispetto all’anno precedente e 115 in meno rispetto al 2008. La spesa dei collaboratori esterni, con contratti di collaborazione, in tre anni è stata dimezzata, passando dagli oltre sei milioni del 2008 a poco più di tre milioni nel 2011”.
SANITÀ IN PAREGGIO PER LA PRIMA VOLTA
“La sanità abruzzese ha raggiunto il pareggio di bilancio, per la prima volta nella storia dell’Abruzzo”.
È uno dei dati, relativo al 2010, che il presidente della Regione ha messo in evidenza oggi.
“Nonostante si dica che abbiamo fatto tagli alla spesa sanitaria, i costi di primo livello erano pari a 2 milioni 181 mila e 816 euro nel 2008 e sono stati pari a 2 milioni 181 mila e 991 euro nel 2010. I costi, cioè, sono rimasti invariati” per cui “se mi chiamano tagliatore folle, Attila, prima o poi qualcuno dovrà dimostrare le affermazioni che fa. Devono dimostrare quello che dicono quando parlano dei miei tagli e tirare fuori i dati”.
Parlando della mobilità sanitaria extraregione ha fatto notare che il saldo nel 2005 era positivo e ora (nel 2010) è negativo (per 67 milioni di euro) e tra i dati negativi su cui lavorare c’e’ quello della Asl di Teramo. Chiodi ha reso noto, sempre per quanto riguarda la sanità, che 857 unità sono passate da precariato a lavoratori stabili, e sono vincitori di concorso.
Il presidente della Regione ha voluto ribattere anche alle polemiche sul presunto peggioramento del livello della sanità.
“Il tavolo di monitoraggio del ministero della Salute dice che i Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono in costante miglioramento e sono passati per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro dal 4,20 per cento del 2008 al 4,5 per cento del 2010 e per l’assistenza sanitaria distrettuale siamo passati dal 41,94 al 46,75. Per l’assistenza ospedaliera, poi, si è scesi dal 53,84 per cento al 48,71 per cento ma il tetto fissato a livello nazionale è pari al 44 per cento per cui ci avviciniamo agli standard ministeriali, aumentiamo gli investimenti per l’assistenza per acuti in day hospital e in day surgery e per l’assistenza ospedaliera per riabilitazione”.
Il presidente ha parlato dell’avvio di un “nuovo modo di acquistare in sanità, cioè il ricorso alle gare centralizzate che ha consentito un risparmio totale di 65 milioni e 481 mila 600 euro tra gara per i farmaci, gara per i vaccini e gara per il sistema informatico 118. In questo modo, in sostanza, abbiamo recuperato la mobilità passiva di un anno. Questi non sono tagli – ha commentato il presidente della Regione – ma tagli ai privilegi e agli sprechi”.
Tra gli obiettivi raggiunti e da raggiungere nei vari presidi e strutture sanitarie, in particolare per quanto riguarda primari e tecnologia, Chiodi ha citato l’hospice di Lanciano e la previsione di altri tre hospice in Abruzzo.
“Prima non c’era neppure un hospice (in Sicilia ce ne sono nove) ma c’erano più primari. Queste cose le dico – ha concluso – perché provo un tale disgusto per come veniva gestita prima la sanità, che ogni tanto mi devo sfogare”.
In dirittura d’arrivo, poi, il varo della nuova rete di emergenza-urgenza.



