CHIETI – A dispetto di quanto qualcuno possa essere portato a credere, in politica il sindaco di Chieti Umberto Di Primio non può essere certo accusato di maschilismo.
Anzi, laddove ha potuto decidere autonomamente, senza dover rispondere ad accordi di partito, spesso e volentieri si è circondato da donne.
Ne è un esempio il caso della nomina del nuovo vice sindaco Maria Rita Febbo, incarico tecnico affidato a una personalità di fiducia, scelta al di fuori del circuito della politica, dopo la deludente esperienza con Bruno Di Paolo che ora organizza corsi gratuiti d’inglese.
Altro esempio è l’arrivo del nuovo segretario comunale, in sostituzione di Maurizio Di Michele andato in pensione, che proprio nell’ultimo Consiglio ha fatto il suo esordio. Anche in questo caso, per un ruolo così importante a livello amministrativo, Di Primio ha voluto una donna, Celestina Labbadia, scelta, spiega Di Primio, “grazie a un curriculum di tutto rispetto”.
Anche il consigliere comunale appena entrato in sostituzione del neo assessore Dario Marrocco è una donna e la sua prima dichiarazione in Consiglio comunale è stata quella di adesione al Nuovo Centro Destra, il partito del primo cittadino, che, dunque, può contare su un altro consigliere a lui più vicino, visto che la sua maggioranza continua ad essere un po’ troppo ballerina.
Il nuovo consigliere comunale, Stefania Donatelli (responsabile medico del centro diabetologico territoriale), si è potuta rendere subito conto nella sua prima partecipazione all’assise civica dell’instabilità della maggioranza che sostiene Di Primio per due episodi che l’hanno vista protagonista.
Il primo riguarda proprio il suo arrivo in Consiglio, quando non improvvisamente si era dissolta una maggioranza qualificata per votare l’immediata eseguibilità della surroga. Tanto è vero che, si è riusciti a sfruttare l’arrivo di un consigliere di centrodestra all’ultimo momento, per rifare la votazione, pur tra le rimostranze dell’opposizione, ed evitare così che la consigliera potesse sedere in aula solo tra due settimane. Le sue prime parole ai colleghi consiglieri sono state di “ringraziamento” per il “benvenuto” riservatole.
Il secondo episodio ha riguardato, invece, la nomina dei membri della commissione per le pari opportunità. Si tratta di posti che non prevedono alcun compenso economico, eppure anche su questo la maggioranza è riuscita a dividersi.
La signora Donatelli, evidentemente non ancora avvezza a certi meccanismi del Consiglio comunale teatino, ha preso la parola per dire che a suo avviso non si stava facendo sicuramente una bella figura: “Parlo da donna – ha detto – e credo che quando si tratta di una Commissione pari opportunità si dovrebbe andare al di là di certe beghe”.



