CHIETI – Una class action e l’invio degli atti alla Procura della Corte dei conti per riavere indietro il 20 per cento dell’importo della bolletta Tares a Chieti. È la clamorosa iniziativa lanciata dai consiglieri comunali d’opposizione Luigi Febo e Alessandro Giardinelli.

Secondo i due, infatti, l’amministrazione comunale avrebbe gonfiato ingiustamente le bollette della tassa dei rifiuti, caricando su di essa oneri per quasi 4 milioni di euro che non andavamo messi in bolletta.

Si tratta di una somma di 3.753.791 euro che il Comune deve alla ditta Deco spa, che gestisce la discarica comunale di Casoni. Nell’aprile del 2013 l’amministrazione comunale è stata condannata al pagamento di questa somma a seguito di una procedura arbitrale.

Secondo Febo e Giardinelli, l’amministrazione avrebbe dovuto prendere atto della situazione riconoscendo la somma come debito fuori bilancio e provvedendo alla sua copertura, anziché caricarlo per intero sulla bolletta della tassa sui rifiuti relativa al 2013.

Questo sarebbe il motivo per cui le bollette Tares a Chieti sono improvvisamente lievitate e in alcuni casi addirittura triplicate, provocando una marea di lamentele dei contribuenti teatini negli uffici di Teateservizi, la società pubblica di riscossione.

“Proporremo un ricorso collettivo – ha detto l’ex assessore comunale Febo – e invieremo una relazione sia alla Procura della Corte dei conti che al Collegio comunale dei revisori dei conti”.

“Secondo noi – ha concluso Giardinelli – il salasso Tares si sarebbe potuto evitare e i cittadini sono ancora in tempo per richiedere indietro il 20% di quanto hanno dovuto ingiustamente pagare”. Arianna Iannotti