CHIETI – Ripartito nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 l’intervento anti-legionella all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Da quando a fine maggio è stata scoperta la presenza oltre la soglia consentita del batterio, la Asl sta lottando a colpi di shock chimici per riportare la legionella sotto controllo.
Il primo intervento di disinfestazione si è svolto nell’arco di una sola notte, provocando non pochi disagi al policlinico, visto che non si poteva utilizzare l’acqua corrente, con la sola eccezione degli sciacquoni del water.
Nonostante gli sforzi, l’intervento di disinfestazione non ha avuto, però, gli esiti sperati, e pertanto si è dovuto programmare un ulteriore intervento, ma questa volta si è deciso di sezionarlo in quattro diverse nottate.
La prima c’è già stata il primo luglio e ha riguardato la sola palazzina M, quella dove si trova cardiologia. Le altre re si terranno dal 6 all’8 luglio. La notte tra mercoledì e giovedì ha visto interessati i corpi G, H, I, che, ospitando il solo reparto di Malattie infettive, non ha coinvolto molti pazienti. La notte successiva toccherà ai livelli che vanno dal decimo al quattordicesimo e dei corpi A, B, C, dove si trovano i reparti Medicina e Ostetricia. L’ultima notte si partirà dal nono livello a scendere, nei corpi A, B, C, D, E, F, O. E sarà questo il momento in cui verranno interessati i reparti con più pazienti.
Complessivamente sono poco meno di 400 i posti letto dell’ospedale teatino. La direzione di presidio, affidata a Giuseppe Mariotti, farà recapitare ai pazienti, man mano che si procede con l’intervento, bottiglie di acqua minerale da un litro e mezzo e lattine di acqua per uso igienico.
Per esigenze di tipo sanitario è stato messo in funzione un serbatoio esterno assicurato dalle ditte che gestiscono l’impianto idrico dell’ospedale (la prima volta, invece, era arriva un’autobotte della protezione civile, di cui questa volta, avendo suddiviso l’intervento, non c’è stato bisogno).
Lo shock chimico sarà preceduto da cartelli che vietano ai pazienti di aprire i rubinetti e utilizzare l’acqua per qualsiasi tipo di uso, con l’unica eccezione dello sciacquone. Tutto il personale ha ricevuto invece un protocollo molto più rigido al quale attenersi.
Lo shock chimico consiste nella immissione della rete idrica del presidio ospedaliero di perossido di idrogeno e ioni argento. L’intervento parte alle 20 della sera e continua sino alle 8 del mattino.
Al termine della disinfestazione verranno fatti nuovi controlli e analisi. E si spera che questa volta diano l’esito atteso.



