CHIETI – Una stagione che parte a maggio e si snoda fino a dicembre e, soprattutto, l’accordo sinergico con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese de L’Aquila: sono le due grandi novità nell’allestimento del cartellone della Lirica del teatro Marrucino di Chieti che è stato presentato questa mattina. Il primo appuntamento, il 10, il 13 e il 15 maggio è con Tosca di Puccini. Il 15 luglio, in occasione della Settimana Mozartiana, e poi il 16, il 18 e il 20 novembre con “Le nozze di Figaro” di Mozart: protagoniste saranno l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e il Coro del Marrucino. Fra il 30 ottobre e il 18 dicembre, poi, appuntamento con l’esecuzione integrale delle sinfonie di Beethoven in cinque concerti affidati all’Orchestra dell’Isa e al Coro del teatro teatino. L’11 luglio la Scuola di alto perfezionamento vocale del Marrucino, diretta da Aleksandra Lazic, eseguirà “Bastien und Bastienne” sotto la direzione del maestro Fabio D’Orazio.

Va invece nella direzione della riscoperta della vera anima del Marrucino ovvero la tradizione partenopea “Il barbiere di Siviglia” di Giovanni Paisiello nell’ambito della rassegna “La lirica e il ‘700 partenopeo”: spettacoli il 7, 9 e 11 dicembre. Il 27 e 28 dicembre chiuderà la stagione il balletto “Operaballet” su musiche di Rossini, protagonista il Corpo di ballo del corso di formazione coreutico del Marrucino, con la docenza e coreografia di Tuccio Rigano.

Un cartellone reso possibile grazie ad un consistente contributo della Fondazione Carichieti, oltre al contributo di Comune, Provincia e Regione, – si è detto questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione alla quale hanno preso parte l’assessore regionale alla cultura Gigi De Fanis, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il consigliere comunale delegato alla cultura, senatore Fabrizio Di Stefano, il presidente della Fondazione Carichieti Mario Di Nisio, il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, il presidente dell’Isa Antonio Centi, il direttore artistico del Marrucino Fabio D’Orazio.

“‘E’ una vera e propria rivoluzione culturale quella che si é compiuta oggi – ha sottolinato Di Stefano – , poiché in un Abruzzo così ricco di effervescenze culturali, ma anche così troppo legato ai propri campanili, siamo riusciti a mettere insieme le più grandi eccellenze musicali, il tutto con il sostegno economico della Fondazione Carichieti, così sensibile a questa iniziativa”. “In tempi di difficoltà e crisi economica – ha detto dal canto suo Centi – le sinergie possono portare a prodotti di qualità: questà è un’operazione autopromossa che si è rivelata strategia vincente”.