CHIETI – Da 2.000 utenti a meno di 500: è un calo impressionante di presenze quelle che ha subito la piscina comunale di Chieti, secondo quanto riferisce la Teate Splashing, la società che ha gestito finora l’impianto sportivo e che si è anche aggiudicata la gara d’appalto per la futura gestione.  

Il presidente della Teate Splashing Gianfranco Puddu, punta il dito contro il polverone alzato dalla politica sulla piscina e l’incertezza sul futuro della gestione.

“Intorno alla piscina comunale – denuncia Puddu – ci sono state troppe polemiche. Già a settembre, prima di bandire il bando di gara che poi ci siamo aggiudicati, si parlava di possibile chiusura. Ed è stato allora che abbiamo subito il primo calo di utenti: degli oltre 2.000 se ne sono reiscritti solo 1.700. Un altro duro colpo l’abbiamo avuto a dicembre, quando non si sapeva se il Comune avrebbe nuovamente prorogato la gestione alla Teate Splashing. All’inizio dell’anno eravamo già alla metà delle iscrizioni e adesso siamo scesi sotto i 500 utenti”.

Tutto a vantaggio delle vicine strutture, prima su tutte quella di Sambuceto a San Giovanni Teatino (Chieti), che ha visto riempirsi le vasche.
 
La gara che ha riaffidato il servizio al precedente gestore, la Teate Splashing, si è conclusa ufficialmente il 15 marzo ma prima di firmare il contratto ci sono tempi tecnici da aspettare. La firma del contratto sarà obbligatoria a partire dal 30 giugno.

Nel frattempo sono intervenuti altri fattori d’instabilità, come la possibilità di affidare la gestione alla società pubblica Teateservizi (possibilità scartata dal sindaco Umberto Di Primio nel corso dell’ultimo consiglio comunale alla presenza dei lavoratori della piscina) e come l’avviso di garanzia arrivato alla vigilia di quella seduta consiliare, recapitato a Puddu e al dirigente comunale del settore Lavori pubblici Enzo Paolini a seguito di una inchiesta della Procura su opere di manutenzione non effettuate.

L’avviso di garanzia nasce da un esposto in Procura che, secondo Puddu, è stato fatto nell’ottica di “una guerra politica che senza dubbio danneggia lo stadio del nuoto”.

Dalle indagini è emerso che c’è una infiltrazione che “a lungo andare – si legge nell’avviso di garanzia – può creare danni alla struttura”.

Una situazione che, però, sembra fosse ben nota alla Teate Splashing che aveva fatto una verifica strutturale dell’impianto all’indomani del terremoto del 2009 e aveva già portato a termine interventi per garantirne la sicurezza.

“Il problema delle infiltrazioni era già stato segnalato al Comune – dice Puddu – e si era deciso di rimandare le relative opere di ristrutturazioni, importanti ma non urgenti, a dopo la chiusura della gara d’appalto. Infatti questo tipo di lavoro, di circa 50 mila euro, era stato inserito dal bando di gara nell’elenco delle opere da fare obbligatoriamente”.

Il bando assegna sei mesi di tempo per fare tutte le opere obbligatorie e in tanti si chiedono se questi lavori non rappresenteranno uno stop per le normali attività della piscina. Il presidente assicura che non sarà così: “I lavori inizieranno appena firmato il contratto e ottenute le necessarie autorizzazioni dal Comune, ma gli utenti possono stare sicuri che non comporteranno interruzioni del servizio”.

Intanto nel corso dell’ultimo consiglio comunale l’Unione di centro e parte del centrosinistra hanno chiesto una seduta consiliare straordinaria interamente dedicata ai problemi dello Stadio del nuoto. Il capogruppo Udc, Alessandro Giardinelli, inoltre, ha presentato una interrogazione in cui si parla di “ammaloramento e degrado causato alla struttura sportiva di proprietà comunale a causa dell’omessa manutenzione”.

L’interrogazione, prendendo le mosse dall’avviso di garanzia, pone una serie di problemi per il Comune e mette anche in dubbio il risultato della gara d’appalto che ha assegnato il servizio alla Teate Splashing.

Secondo Giardinelli, infatti, la gara d’appalto potrebbe essere “affetta da radicali vizi d’illegittimità” e l’ente dovrebbe “tutelarsi attraverso il suo annullamento”.

Insomma, per la piscina ancora acque molto agitate.