CHIETI – Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio può tirare un sospiro di sollievo: il collegio dei revisori dei conti questa volta sottoscriverà la certificazione del rispetto del patto di stabilità, a differenza di quanto aveva fatto lo scorso 31 marzo.

Il termine per firmare il documento scade oggi e il presidente del collegio dei revisori, Valerio D’Amicodatri, ha fatto sapere che il patto di stabilità verrà sottoscritto e che dunque il Comune potrà evitare tutte quelle sanzioni ministeriali riservate agli enti che non certificano il proprio patto di stabilità.

Se anche questa volta i revisori si fossero rifiutati di firmare sarebbero stati ridotti i trasferimenti statali, sarebbe scattato il divieto di impegnare spese correnti in misura superiore alla media degli ultimi tre anni, di ricorrere all’indebitamento per investimenti, di procedere ad assunzione di nuovo personale e gli emolumenti di tutti gli amministratori, dai consiglieri al sindaco, sarebbero stati tagliati del 30 per cento.

Così non sarà, anche se una sanzione dovrebbe comunque rimanere per il solo fatto che la certificazione non è stata firmata entro il termine stabilito. E si tratta anche della sanzione più pesante, quella relativa al blocco delle assunzioni.

Il Comune, però, è riuscito a salvaguardare il posto di lavoro di una trentina di precari, per lo più personale tecnico, di cui gli uffici non possono fare davvero a meno. Sebbene la mancata certificazione del patto di stabilità a fine marzo apra sul loro stato un grosso punto interrogativo, sul quale i revisori dei conti promettono di indagare più in là.

Ma la vicenda del patto di stabilità del Comune di Chieti non finisce qui, perché il collegio dei revisori dei conti ha detto di voler scrivere una lettera al Ministero per ripercorrere tutte le tappe di questa storia, spiegando passo passo il perché delle proprie posizioni. (ar.ia.)