CHIETI – Al Comune di Chieti i consiglieri continuano a esercitarsi nel passatempo preferito degli ultimi giorni, attaccare il vice sindaco Bruno Di Paolo.

Oggi c’è stata una nuova conferenza stampa contro di lui, condotta dai consiglieri di minoranza Bassam El Zohbi (capogruppo dell‘Italia dei valori) e Luigi Febo (capogruppo di Chieti per Chieti) e dal consigliere comunale di maggioranza Gianni Di Labio (capogruppo del Popolo di Chieti).

Il più duro di tutti è stato El Zohbi che ha ritirato fuori la vicenda della doppia pensione di Di Paolo, ovvero il vitalizio maturato da consigliere regionale oltre alla regolare pensione di lavoro, per cui, adesso, avrebbe gioco facile a dimezzare la propria indennità di vice sindaco.

“Se la decisione di dimezzare la propria indennità da fosse stata presa in sordina – ha sottolineato il capogruppo Idv – avrei sicuramente apprezzato il gesto, visto che io stesso in Consiglio comunale ho proposto una cosa simile, ma buttare fango sui consiglieri comunali, come se dimezzare le loro indennità costituisse la salvezza per i conti in rosso del Comune, la ritengo una cosa grave”.

El Zohbi dice di non accettare lezioni di moralismo da chi, “per circa tre anni, ha percepito 105.000 euro l’anno come consigliere regionale, somma alla quale vanno aggiunti 3.700 euro al mese come spese di rappresentanza. È bene che si sappia che il moralista Di Paolo percepirà una pensione di 3.000 euro lordi dopo aver svolto soltanto tre anni e mezzo di legislatura quando, invece, un operaio dopo 40 anni di lavoro arriva a prendere un terzo di detta cifra”.

“Piuttosto il vice sindaco ci dica cosa, in tre anni e mezzo in Regione, sia riuscito a fare,  quali idee, quanti posti di lavoro abbia contribuito a creare per meritare un appannaggio di 15.000 euro al mese”, ha aggiunto irato.

IL CASO-MOGLIE

Il consigliere dipietrista ha poi sferrato il colpo più duro quando ha detto di dover registrare quello che ha definito come una “singolare coincidenza” a proposito della moglie di Di Paolo, nominata nel consiglio d’amministrazione di un ente strumentale della Regione proprio nel periodo in cui il marito era consigliere regionale.

El Zohbi si è affrettato a dire che la nomina fosse “peraltro pienamente legittima e da nessuno mai messa in discussione” ed “evidentemente a pieno titolo con tutti i diritti previsti dalla normativa vigente come risulta dal decreto n. 65 del 15 ottobre 2005 pubblicato sul Bura Ordinario n. 61”.

Di Labio e Febo hanno attaccato Di Paolo sulla gestione delle deleghe in particolare quella al Personale, che, dopo un mare di polemiche, il sindaco gli ha tolto, e quella ai Servizi cimiteriali, l‘unica che è riuscito a conservare e che, secondo Febo, ha gestito comunque male.

“Non si comprende – ha cita come esempio Febo – perché, contrariamente a quanto previsto dalla delibera che prevedeva la data del 31 dicembre 2012, abbia prorogato l’affidamento dei servizi cimiteriali alla Teateservizi solo fino al 5 novembre prossimo”.

“In due anni e mezzo – si è chiesto infine Di Labio – vorrei sapere cosa Di Paolo sia riuscito a produrre. Ricordo che, da assessore al personale non riuscì a portare a buon fine le procedure relative a più concorsi, all’epoca ancora permessi dallo Stato, che avrebbero consentito al Comune di Chieti di assumere dirigenti e funzionari, figure di cui l’Ente soffre la mancanza”.

“Quanto al nuovo regolamento cimiteriale – ha concluso Di Labio – Di Paolo è stato costretto a ritirare una prima stesura ed è stato solo grazie all’impegno delle commissioni, e quindi dei tanto vituperati consiglieri comunali, che si è potuti approdare al vaglio del Consiglio comunale nella forma dovuta”.

Insomma, alle orecchie del sindaco Umberto Di Primio in questi giorni sono arrivate tante richieste di far fuori il vice sindaco, e non è la prima volta.

L’ultima volta Di Primio ci è andato davvero vicino, ma alla fine gli ha tolto soltanto una delega, lasciandogli la carica politica da vice sindaco, quella a cui Di Paolo tiene di più. Ma questa volta lo scenario è tutto da decifrare.

Da quanto appreso, in passato è stata l’Unione di centro a salvare la poltrona del vice sindaco, c’è il dubbio se stavolta l’Udc sarà ancora a fianco di Di Paolo.

Tutte domande che potranno trovare soluzione solo dopo la riunione di maggioranza che il sindaco ha intenzione di organizzare a breve fuori dal capoluogo teatino, come ha fatto gli scorsi anni prima a Fara San Martino (Chieti) e poi a Passolanciano.