CHIETI – “Unire le forze per far fronte al taglio di risorse economiche”: è questa, nelle parole del direttore artistico del Marrucino Ettore Pellegrino, la ricetta per far andare avanti il teatro teatino in epoca di spending review.
Questa mattina Pellegrino, insieme al senatore Fabrizio Di Stefano, al presidente del cda del Marrucino Paolo Roccioletti, al presidente della fondazione Carichieti Francesco Sanvitale (che anche per l’anno prossimo ha assicurato il sostegno della fondazione), e i due registi Cesare Scarton e il teramano Maurizio Di Mattia, ha presentato le ultime opere liriche in cartellone.
Si tratta di “L’elisir d’Amore” di Donizzetti (23 e 25 novembre), il “Rigoletto” di Verdi (7 e 9 dicembre) e la “Manon” di Puccini (30 dicembre). Il 21 dicembre, inoltre, ci sarà un altro appuntamento con la musica sinfonica intitolato “Natale in casa Nazaret”.
“Chi faceva l’uccello del malaugurio è stato clamorosamente smentito – ha detto il senatore Di Stefano riferendosi alle polemiche circa la mancanza di fondi e l’impossibilità di mettere su la stagione – non soltanto perché siamo riusciti a concretizzare la stagione che avevamo presentato al Ministero, ma anche perché siamo andati oltre quella proposta ampliando ulteriormente l’offerta culturale agli appassionati di lirica”.
Il senatore si riferisce al fatto che bastavano solo tre opere liriche per rispettare gli impegni presi col ministero, mentre alla fine le opere liriche allestite sono cinque e anche i concerti sinfonici sono di più di quelli preventivati.
Tornando ai problemi dei gestione economica del Marrucino, che non sono stati negati, Di Stefano ha sottolineato che “pensare che solo il teatro Marrucino non risentisse delle difficoltà economiche vissute da tutti gli enti locali credo sia vivere fuori dal mondo, oppure strumentalizzare alcune situazioni”.
“Nel 2008 però, – ha continuato polemicamente il senatore riferendosi alla gestione della passata amministrazione – non c’era la stessa situazione che viviamo oggi con la spending review, eppure il contributo regionale era pari a zero e il contributo ministeriale era più basso di quello che attualmente prende il teatro Marrucino. Noi, invece, nonostante i tagli del governo, siamo riusciti a allestire una stagione di grande qualità grazie alla sinergia con la Sinfonica abruzzese e sotto l’egida della fondazione Carichieti”. (ar.ia.)



