CHIETI – Un Consiglio comunale simulato per mettere alla prova ciò che si è appreso al corso di formazione politica organizzato dall’ex vice sindaco di Chieti Bruno Di Paolo e dal suo partito, Giustizia sociale.

La seduta si è svolta nella sede della Provincia con un ordine del giorno che ha preso di petto uno degli argomenti più discussi della città: la chiusura al traffico dell’intero centro storico.

L’ordine del giorno è stato proposto dall’aspirante consigliere comunale Rossano Pinti ed è passato con 30 sì e 15 no. A impersonale l’amministrazione comunale c’era tutta la dirigenza di Giustizia sociale.

Come sindaco Di Paolo ha voluto una donna, Daniela Petrocco, candidata con lui alle scorse amministrative teatine. Il ruolo del vice sindaco se lo sarebbe ritagliato per sé, se questo non avesse dato adito a discorsi di altro tipo, e dunque questo ruolo è rimasto vacante e lui si è seduto tra gli altri membri di una immaginaria giunta comunale, composta da Angelo Pasquantonio, segretario provinciale del partito, Vittorio Cimini, Giovina Tomassi e Antonio Tullio.

Alla presidenza del Consiglio comunale c’era, però, un vero presidente di Consiglio comunale: Rocco Menna che ricopre questo ruolo ad Atessa (Chieti).

“Siamo molto contenti per come si è svolto questo secondo corso di formazione politica – ha detto Di Paolo – che è stato seguitissimo, tanto è vero che abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni quando abbiamo raggiunto quota 200 e spezzare il corso in tre gruppi. Il primo si è riunito a Chieti, gli altri due si riuniranno a Tortoreto (Teramo) e a Pescara”.

Secondo Di Paolo, il messaggio che da questo Consiglio comunale finto arriva a quello vero è che “i politici del futuro devono essere preparati. Occorre rispetto delle istituzioni e anche un linguaggio appropriato. Preparazione e senso delle istituzioni sono caratteristiche che oggi mancano, come si vede da come vanno a finire i Consigli comunali a Chieti”.

Di Paolo annuncia nuovi corsi di formazione politica e questa volta più mirati: “Vogliamo formare gli amministratori comunali del futuro – dice – chi frequenta il corso ha speranze in più di poter essere candidato e di essere eletto, a prescindere dal partito con cui ha deciso di presentarsi”.

Sono 51 gli aspiranti amministratori che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione, ottenuto dopo aver superato un esame. Ad essi vanno aggiunti i 24 partecipanti al corso di secondo livello. (ar.ia.)