CHIETI – “Caro Sindaco, mi rivolgo a te con amicizia e con l’intento di suggerirti piccoli consigli per una migliore e proficua gestione della tua amministrazione”.

È l’incipit della lettera inviata dal segretario cittadino di Giustizia sociale Angelo Pasquantonio al sindaco di Chieti Umberto Di Primio, un incipit che può ingannare sulla sostanza della lettera, che, al contrario di quanto possa apparire dalle prime righe, è un nuovo atto d’accusa a 360 gradi sulla gestione comunale da parte del movimento politico dell’ex vice sindaco Bruno Di Paolo.

Da ex numero due di Di Primio a suo nemico numero uno, Di Paolo e la sua Giustizia sociali spono pronti a sferrare una nuova offensiva polemica di cui questa lettera è solo l’antipasto, perché la portata principale arriverà domani con l’annunciata petizione popolare per chiedere il dimezzamento delle indennità comunali, la stessa che provocò la defenestrazione di Di Paolo dalla giunta comunale. 

Tornando alla lettera, Pasquantonio parla della “in-sofferenza politica all’interno della maggioranza e non solo” da parte del sindaco. “Difatti – scrive il segretario cittadino riferendosi direttamente al sindaco – continui a distribuire deleghe ai consiglieri sempre meno presenti e attivi nelle sedute consiliari”.

Pasquantonio tocca anche altri temi: “Assenza totale di soluzioni per le continue e giustificate lamentele della Orchestra del Marrucino, un tempo fiore all’occhiello del nostro teatro comunale sempre voluta e sostenuta dai tuoi predecessori, Nicola Cucullo e Francesco Ricci, che al contrario di te hanno mostrato sensibilità e attaccamento alle problematiche della città partecipando ed intervenendo al riuscito convegno di Giustizia sociale sul rapporto tra Chieti e Chieti Scalo”.

“Continuano gli errori e i disservizi della Teateservizi – si legge ancora nella lettera – con le oramai famose cartelle “impazzite” che tanto hanno preoccupato e amareggiato i nostri concittadini”.

Secondo Pasquantonio, inoltre, Di Primio starebbe attuando una strategia politica per arrivare al nuovo anno al fine di raggiungere obiettivi politici personali in Regione o altrove.

Piovono critiche, infine, sulle iniziative relative alle festività natalizie, “che sembrano completamente assenti”.