CHIETI – “Il lavoro nelle aziende in crisi, tra articolo18 e politiche attive”, questo il titolo del convegno che che si è svolto venerdì scorso al Grande albergo Abruzzo di Chieti al quale gli organizzatori, il Dipartimento regionale lavoro e welfare dell’Italia dei valori e il circolo teatino Idv, hanno voluto invitare non solo la politica ma soprattutto lavoratori, sindacati e rappresentanti del mondo imprenditoriale.
A introdurre i lavori è stato il segretario regionale del partito, il senatore Alfonso Mascitelli, che ha annunciato la prossima presentazione in Parlamento di una organica proposta di riforma sul lavoro firmata Idv.
Il compito di relazionare sul tema è stato affidato alla docente e ricercatrice Diritto del lavoro dell’università “d’Annunzio”, Milena Impicciatore, che non solo ha tracciato in maniera molto chiara i tratti fondamentali della riforma ma ha anche illustrato le principali criticità del mercato del lavoro in Italia, in particolare il forte disallineamento tra politiche del lavoro ed esigenze del mondo produttivo.
Al tavolo è intervenuto il presidente di Confindustria della provincia di Chieti, Paolo Primavera, il quale ha sottolineato che, in realtà, la riforma dell’articolo 18 “non risolve i problemi del nostro sistema imprenditoriale”.
Secondo Primavera non è il costo del lavoro ad incidere sul prezzo dei prodotti ma sono altri i fattori che frenano la competitività. Ad esempio, ha evidenziato Primavera, “le nostre imprese pagano circa il 35-40% in più di costi per l’energia rispetto ad altri paesi come Francia e Germania. Riguardo i costi della logistica, se portare un container da Singapore a Gioia Tauro costa 1.000 dollari, il trasporto dello stesso container da Gioia Tauro a Val di Sangro costa 1.300 euro”.
Al tavolo erano presenti, anche i segretari provinciali di Ffilctem Cgil, Giuseppe Rucci, della Fistel Cisl, Lucio Petrongolo, della Uilm Uil, Nicola Manzi i quali hanno evidenziato le principali criticità della proposta di riforma del lavoro presentata dal Governo .
A proposito della modifica dell’articolo 18, l’ex segretario regionale della Cgil Giustino Zulli è intervenuto dal pubblico dicendo che “si tratta di un falso problema, probabilmente solo di natura ideologica. Il95% del lavoratori, infatti, sono occupati in aziende con meno di 16 dipendenti e quindi non tutelati dall’articolo 18”.
Per l’avvocato giuslavorista Giuseppe Grande, vice segretario cittadino Idv, esiste un progetto politico alla base della riforma dell’articolo 18, iniziato con il governo Berlusconi e sfociato oggi nello svuotamento dell’intero Statuto dei lavoratori.
È toccato, infine, il responsabile del Dipartimento regionale lavoro e welfare Idv, Marcello Salerno, tirare le somme dell’incontro: “Si è trattato – ha detto – di un importante momento di dialogo, schietto e costruttivo, con le parti sociali, dal quale sono emerse alcune importanti convergenze”.
“Seppur nella diversità di posizioni e di opinioni, infatti, – dice Salerno – tutti sono apparsi concordi sul fatto che la riforma dell’articolo 18 non è una priorità e, in ogni caso, non risolve il problema delle imprese in crisi. La priorità sta nel mettere in azione nuove politiche attive nel lavoro (riqualificazione, orientamento, formazione, etc.) e politiche per il rafforzamento della competitività delle imprese (liberalizzazioni, valorizzazione del merito, infrastrutture, accesso al credito, etc.)”.
“Infine – ha concluso Salerno – è emersa una forte e diffusa esigenza di legalità nel mondo dell’impresa e del lavoro e maggiore efficienza e rapidità nell’amministrazione della giustizia. Temi sui quali, come è noto, Italia dei Valori è particolarmente sensibile”.
All’incontro erano presenti diversi lavoratori che hanno portato la loro preziosa e sincera testimonianza, assieme anche ad alcuni sindaci e amministratori locali. (ar.ia.)






