CHIETI – Anche questa volta l’assise civica di Chieti non è riuscita a portare a termine la seduta consiliare, sciogliendosi nel pomeriggio per mancanza del numero legale, ma almeno questa volta il Consiglio ha dato prova di essere alquanto più composto del solito, portando a casa importanti risultati.
Nella sala consiliare della Provincia, dove stamattina si è riunito il Consiglio, oltre alla solita delegazione di operai ex Burgo, era presente anche un gruppo di genitori di ragazzi delle scuole teatine intervenuti per protestare contro la delibera sulla riorganizzazione della rete scolastica.
Il Consiglio per una volta è riuscito ad accontentare tutti i cittadini intervenuti, sia gli ex Burgo che i genitori degli studenti.
Per quanto riguarda la Burgo il sindaco, Umberto Di Primio, ha relazionato sull’andamento del progetto In.Te che ha il compito di riqualificare l’area e ricollocare gli ex lavoratori della Cartiera, dopo l’incontro avuto con il coordinatore del progetto Domenico Merlino.
Per adesso sono stati presentati solo i progetti di nove ditte che “comunque – ha detto Di Primio – hanno confermato tutta l’intenzione di andare avanti”.
A esprimere forti dubbi sull’iniziativa è stato invece il capogruppo dell’Udc, Alessandro Giardinelli, soprattutto, ha detto, dopo che il progetto Mod’a (per realizzare nell’area di via Piaggio un centro agroalimentare) sembra non doversi più concretizzare.
Giardinelli aveva inoltre chiesto una serie di dati per accertare la solidità delle ditte che avevano manifestato l’intenzione di investire nell’area ex Burgo, dati che però non sono stati forniti. Problemi ci sono anche per quanto riguarda la situazione della bonifica dei terreni, in alcuni casi in forte ritardo.
Infine il capogruppo dell’Udc ha auspicato un colloquio diretto tra le istituzioni locali e la Burgo, senza altri intermediari come è stato sinora l’ingegner Merlino. La proposta sembra sia piaciuta anche al senatore Fabrizio Di Stefano (Pdl) e al consigliere di Fli Silvio Tavoletta.
Soddisfatti i lavoratori, soprattutto “perché – ha affermato il senatore e consigliere del Pd Giovanni Legnini – che non tutto è perduto sia per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (perché nonostante sia scattata la mobilità ci sarebbe ancora tempo per tornare indietro, visto che il Cicas non si è ancora riunito) sia per la possibile ricollocazione dei lavoratori in altre sedi del gruppo, come quella di Avezzano, sia per una ridefinizione degli incentivi alla mobilità (sinora si è parlato di soli mille euro)”.
I lavoratori hanno anche molto apprezzato l’intervento del senatore Di Stefano, soprattutto nella parte in cui ha chiamato in causa la Confindustria, accusandola di essere stata sinora troppo assente e non volendosi assumere fino in fondo le proprie responsabilità.
Secondo uno degli ex lavoratori Burgo, Domenico Menna, la volontà di aprire un tavolo sulla questione che chiami in causa il prefetto, la Provincia e il parlamentari del territorio è la strada giusta per portare il caso Burgo a livello nazionale, visto che quest’azienda, a livello nazionale, gode di vantaggiose posizioni sia dal punto di vista energetico che da quello pubblicitario.
Soddisfatti anche i genitori dei ragazzi delle scuole teatine che erano venuti in Consiglio per protestare contro la delibera di riorganizzazione scolastica. La delibera è stata infatti modificata attraverso un emendamento concordato tra maggioranza e opposizione (primo firmatario il consigliere di Giustizia sociale Achille Cavallo) votato all’unanimità con l’unica assenza del capogruppo del Pdl, Vincenzo Ginefra.
L’emendamento sposta le scuole dell’infanzia e primarie dell’Arenazze dal secondo al primo circolo e le scuole dell’infanzia Santa Barbara, Cesarie, via Ravizza e Madonna degli angeli e la scuola primaria Cesari dal primo al secondo circolo.
A esprimere soddisfazione, al termine della seduta consiliare, per l’emendamento approvato sono stati anche i consiglieri Riccardo Di Gregorio (Rifondazione comunista) e Gianni Di Paolo (Chieti per Chieti), i primi a porre il problema della riorganizzazione scolastica.
La seduta consiliare si è poi interrotta prima della delibera sul teatro Marrucino che doveva approvare la dotazione finanziaria da passare alla Deputazione teatrale che in questo modo sarà finalmente attiva.
La Deputazione teatrale avrà dal Comune 30 mila euro per chiudere il 2011 e poi bisognerà stabilire il finanziamento per il 2012. Nel frattempo la Giunta regionale ha deciso di stanziare per il Marrucino 320 mila euro, 30 mila in meno rispetto all’anno scorso. (ar.ia.)






