CHIETI – Un nuovo piano sanitario regionale starebbe già girando sui tavoli romani redatto dell’ex sub commissario Giovanna Baraldi che l’avrebbe predisposto senza concertazione con il territorio, bypassando anche il presidente della Regione e commissario alla sanità Gianni Chiodi.

La notizia, sebbene assolutamente ufficiosa, è stata confermata questa mattina dal direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, al segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, che chiedeva lumi in proposito.

Alla domanda di Paolucci, Zavattaro ha risposto che era a conoscenza di questa notizia, che gli era giunta attraverso canali non ufficiali. Quanto al contenuto della bozza di piano sanitario, Zavattaro ha detto di aver saputo che “è improntato sulla linea del rigore e della severità” e che, perciò, almeno per quanto riguarda la Asl teatina conterrebbe la richiesta di ulteriori tagli di unità operative complesse, dopo la già pesante riduzione attivata.

“Ulteriori tagli, almeno al momento, non sono attuabili – ha commentato Zavattaro – anche se l’indirizzo può valere sicuramente per il futuro”.

Lo scambio di informazioni tra il manager Asl e il segretario regionale del Pd è avvenuto nel corso dell’ultima tappa organizzata dal gruppo regionale del Pd all’interno della sanità provinciale, che ha portato gli amministratori democratici a visitare tutti i presidi sanitari della provincia, lasciando per ultimo quello del capoluogo di provincia e l’incontro con i vertici Asl.

La stessa iniziativa è prevista anche nelle altre province. In quella teramana il viaggio si è già concluso, in quella pescarese è in itinere, in quella aquilana non è ancora iniziato.

L’incontro con Zavattaro è servito a fare il punto sulle diverse realtà incontrate in provincia e su quella di Chieti città, per cui si sono annunciate importanti novità. 

D’ALESSANDRO: ”L’OFFERTA SANITARIA SUL TERRITORIO E’ SQUILIBRATA”

Per il consigliere regionale Pd Camillo D’Alessandro il quadro che viene fuori al termine del viaggio nella sanità in provincia di Chieti è quello di “un’offerta sanitaria squilibrata”.

“C’è una sanità svuotata nel sud della provincia, da Ortona Lanciano- Sangro e Vasto – ha detto D’Alessandro – ed una, nella parte nord, Chieti e l’area metropolitana, dove si concentra l’offerta sanitaria comunque provata dalla chiusura dei piccoli presidi che, non messi nelle condizioni di fare filtro, ingolfano i grandi presidi”.

“Non sono risolti i doppioni e triploni – ha detto ancora l’esponente Pd – che continuano ad esistere a danno di territori autenticamente saccheggiati. Altra questione non risolta è la rete di emergenza urgenza sopratutto nelle zone interne per l’assenza di personale, sopratutto medico e di unita di pronto soccorso: si verifica il fatto che mentre una autoambulanza, dai piccoli presidi, trasferisce pazienti più critici verso i centri maggiori poi il territorio rimane scoperto se si dovesse verificare una contemporanea urgenza”.

Il Pd sembra convinto che occorra ridisegnare la mappa delle diverse Asl sul territorio regionale:  “Siamo sempre più convinti – dicono D’Alessandro e Paolucci – che nel futuro dovranno essere ridisegnate le Asl, per esempio prevedendo l’Asl metropolitana Chieti – Pescara che eviterebbe le numerose sovrapposizioni, un a programmazione unitaria, la possibilità di eliminare doppioni e sovrapposizioni e riequilibrare l’offerta sanitaria sul territorio”.

ZAVATTARO E LA ”RIVOLUZIONE” DEL SUO ATTO AZIENDALE

Il manager Asl Zavattaro, affiancato dal direttore sanitario Amedeo Budassi, ha ribattuto all’accusa di una Asl a doppia lettura (svuotata al Sud e con un’offerta sanitaria concentrata a Nord), perché, a suo dire, la riorganizzazione messa in campo dal nuovo atto aziendale ha effetti benefici su tutto il territorio.

“La riorganizzazione dei servizi è stata improntata – ha detto il manager – sui capisaldi dell’intensità della cura e del superamento dei confini delle unità operative. Si tratta di una rivoluzione che inizierà a prendere corpo con il lavoro dei capi dipartimento che sono stati appena individuati. Sono loro, infatti, che hanno in gravoso compito di rimodulare gli ospedali e i distretti intorno alla prospettiva dell’intensità della cura”.

Rispetto all’atto aziendale Zavattaro ha anche chiarito la questione della sua operatività, messa in forse dalle osservazioni fatte a causa della mancata corrispondenza in tutte le sue parti alle linee guida del piano operativo della sanità regionale e dalla partita dei ricorsi contro alcune decisioni, soprattutto per quanto riguarda l’ospedale di Guardiagrele che si vuole trasformare in presidio di assistenza territoriale.

“Nonostante questa situazione – ha detto Zavattaro – l’atto aziendale è operativo al cento per cento, perché non è soggetto ad alcune approvazione da parte della Regione. Esso è efficace ed esecutivo dal momento stesso in cui viene deliberato. Il parere di conformità alle linee guida regionale è importante ma non necessario”.

“Comunque, abbiamo cercato di recepire le osservazioni – ha continuato il direttore generale – abbiamo fatto gli interventi che ci venivano chiesti e sulla base di questo dovrebbe essere già arrivato in giornata il parere di conformità”.

“Per quanto riguarda Guardiagrele – ha ricordato Zavattaro – l’ultima sentenza del Consiglio di stato si è dimostrata a noi favorevole e non credo che, quando il Consiglio si esprimerà nel merito, non si terrà conto della impostazione già adottata. Comunque, visto che la situazione è ancora aperta, abbiamo deciso di lasciare in sospeso tutte le decisioni più importanti che riguardano il SS. Immacolata di Guardiagrele”.

LEGNINI: ”OCCORRE CERCARE DI LIBERARE SPAZI NEL SS. ANNUNZIATA”

“Quando parliamo di sanità lo facciamo spesso in termini di numeri, dati, necessità di tagli e riduzioni. Ma dietro la freddezza dei numeri  vi è un disagio crescente degli utenti che si tramuta in una corsa fuori regione”.

È questa la prima impressione che il senatore Giovanni Legnini consegna alla stampa nel corso del suo giro con il drappello del Pd accolto all’ospedale teatino dall’ex sindaco Francesco Ricci, che all’ospedale ci lavora.

Il senatore si dice preoccupato per le lamentele che ha raccolto anche nella giornata di oggi: liste d’attesa troppo lunghe, pronto soccorso che fatica a svolgere la funzione di prima assistenza, carenza di personale, spazi ridotti e mancanza di posti letto.

“Occorre cercare di liberare spazi nel SS. Annunziata” ha detto il senatore al manager, chiedendo anche lumi sui progetti per la realizzazione della nuova palazzina di cardiochirugia e per la riorganizzazione logistica della sanità teatina.

“I lavori per la nuova palazzina sono quasi al termine – ha fatto sapere Zavattaro – A luglio partirà la fase dei collaudi. A fine anno potremo trasferire almeno la cardiochirurgia nella nuova palazzina. Nel frattempo stiamo ristrutturando in vecchio SS. Annunziata a Chieti alta dove trasferiremo a breve il reparto di pneumologia e, in seguito, anche quello delle vaccinazioni. Mentre nell’edifico a fianco del vecchio SS. Annunziata sposteremo tutti i diversi uffici che adesso sono sparsi per la città. In quella sede vorremmo spostare realizzare anche un centro dialisi di rilievo, il più grande di tutta la provincia. Tutto quello che non troverà posto in questa struttura, infine, vorremo trasferirlo al vecchio S. Camillo”.

NIENTE PIU’ FILE AL CUP DEL SS. ANNUNZIATA: DA OGGI ORARIO RADDOPPIATO

Ma la novità di oggi al SS. Annunziata è stata quella della riorganizzazione del Cup, il centro unico per le prenotazioni.

È partito proprio oggi, infatti, il raddoppio dell’orario di lavoro con l’apertura no-stop da lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 18 (il sabato dalle 8.15 alle 12), il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 19 per la prenotazione delle prestazioni a pagamento in regime di libera professione e un sistema eliminacode “intelligente” che consente una gestione più efficiente della fila.

Cambia, sempre da oggi, anche la gestione della fila: nella sala d’attesa è stato installato un sistema multimediale costituito da due totem che fungono da stazioni di accoglienza dove vengono “prenotati” i servizi (pagamento ticket, sportello cortesia riservato a disabili, invalidi e donne in attesa, prenotazione, ecc.) attraverso un pannello touch screen che rilascia una ricevuta nella quale sono indicati lo sportello dove recarsi, il numero di persone che precedono e una stima del tempo di attesa; la comunicazione delle chiamate è visualizzata su tre display posti a parete in punti diversi, che riportano anche lo stato delle code e altre informazioni di interesse degli utenti selezionate dalla Asl.

La fila, quindi, diventa più snella grazie al sistema che filtra e organizza la domanda di servizi in ingresso, ed è in grado contestualmente di misurare il gradimento dei cittadini. All’esterno di ogni sportello, infatti, è stato collocato un piccolo schermo, sempre touch screen, che invita gli utenti a esprimere il grado di soddisfazione del servizio ricevuto attraverso tre faccine, che con espressioni differenti indicano un giudizio positivo, neutrale o negativo. In quest’ultimo caso c’è la possibilità di specificare se la bocciatura è legata alla lunga attesa, alla scortesia dell’operatore o all’impossibilità di concludere l’operazione per diversi motivi. (ar.ia.)