CHIETI – E’ stato un “annus horribilis” quello appena concluso per il Comune di Chieti a guida Umberto Di Primio, almeno nell’ottica del consigliere d’opposizione del Partito democratico Alessandro Marzoli che lo h ripercorso mese per mese, in un bilancio ovviamente tutto in negativo.
Si parte con gennaio e il piano neve che si scontra con la straordinarietà di precipitazioni nevose e “cittadini arrabbiatissimi”, dice il consigliere Pd che è anche presidente dei giovani democratici, anche se “la preoccupazione dell’amministrazione e del sindaco in particolare è tutta mediatica, mentre in città si registrano quartieri isolati e ritardi imbarazzanti”.
A febbraio sono i rifiuti e la gestione della discarica Casoni a preoccupare, problema finito alla ribalta delle cronache proprio grazie a Marzoli. Alle porte l’emergenza rifiuti dell‘intera regione, “l’amministrazione comunale – è la tesi di Marzoli – accetta supinamente che i rifiuti eccedenti del pescarese vengano confluiti nella discarica di Chieti, prevedendo addirittura la possibilità di ampliamento della discarica, salvo poi tornare indietro quando, dopo bagarre in Consiglio comunale, anche le veementi proteste dei cittadini portano alla luce quanto sta accadendo”.
Per quanto riguarda marzo Marzoli ricorda la polemica su “Zeman è un rom”, improvvida frase del sindaco Di Primio che ha dato l’avvio a un polverone mediatico finito anche sulle cronache nazionali.
Ad aprile si apre invece il capitolo debiti: “Dopo aver negato che il Comune possa avere problemi economici finanziari – dice il consigliere Pd – ed aver accusato i revisori dei conti di essere “comunisti”, su invito del sindaco il consiglio comunale riconosce un debito fuori bilancio di 556.000 (ditta Pannozzo per i lavori al Palatricalle)”. Marzoli ricorda di aver richiesto per mesi i documenti relativi a quel debito, che, però, dice, gli stati negati.
Aprile è anche il mese della polemica del vice sindaco Bruno Di Paolo sui “dipendenti fannulloni” e delle tensioni tra sindaco e alleati di coalizione “che si dimostra – accusa Marzoli – solo un cartello elettorale e non una maggioranza coesa capace di governare”.
Tra i problemi del mese di maggio, Marzoli sceglie di riportare uno che gli sta molto a cuore, il futuro dell’ex ospedale San Camillo per cui “l’amministrazione Di Primio resta inerte di fronte al silenzio e alla mancanza di programmazione della Asl, proprietaria della struttura”.
A giugno scoppia invece il caso della piscina comunale: si va verso l’assegnazione della gestione alla Teate Splashing “dopo una serie di proroghe illegittime, ritardi imbarazzanti, ed errori nella conduzione della gara di appalto”.
I mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre, secondo Marzoli, sono caratterizzati da “un caos politico” e dalla crisi con il vice sindaco che poi ha portato al defenestra mento di Bruno Di Paolo dalla giunta. “L’ amministrazione resta praticamente immobile – è il commento dell’esponente Pd – per mesi a causa dei problemi politici. Niente commissioni, niente consigli comunali in cerca della quadra per evitare la fine anticipata della legislatura. Si parla di una sfiducia nei confronti del sindaco che riesce ad evitare il crollo cacciando il vice sindaco e distribuendo deleghe a tanti consiglieri che rientrano nei ranghi”.
Novembre, nell’ottica di Marzoli, è caratterizzato dal problema delle strade dissestate e dalla mancanza di manutenzione: “Aumentano le proteste dei cittadini per le condizioni pessime di alcune strade e per il mancato stralcio dell’erba e di manutenzione in molte aree della città, da via Sant’ Eligio a Chieti Scalo, da Filippone al Tricalle fino a Levante, nonostante le segnalazioni, l’amministrazione non interviene”.
A dicembre scoppia il caso delle “bollette dell’acqua mostruose”. “L’anno – dice Marzoli – si conclude con l’ amministrazione che sceglie di accorpare consuntivo e rate dell’anticipo dell’acqua in un’ unica bolletta. Salasso insostenibile per i cittadini, che si vedono di lì a poco recapitare anche l’Imu”. Per Marzoli sarebbero 16 i milioni di euro chiesti alla città nel giro di due settimane. Viste le proteste, il sindaco Di Primio si vede costretto a tornare immediatamente in Giunta e fare marcia indietro ripristinando la rateizzazione.
E intanto, sempre a dicembre, conclude l‘esponente Pd, “in consiglio comunale non vengono accolte gli emendamenti delle opposizioni che chiedono di abbassare la aliquota comunale Irpef per alcune categorie più deboli della popolazione, e lo stesso avviene sulla richiesta di modificare le aliquote Imu per alcune categorie”.





