CHIETI – Dal liceo scientifico di Chieti “Filippo Masci” partirà un nuovo ricorso contro l’istituto tecnico teatino “Luigi Di Savoia” per impedire, ancora una volta, che in quest’ultimo venga attivato l’indirizzo di studi di scienze applicate.
Il preside dello Scientifico, Piervincenzo De Lucia, torna sul piede di guerra, per tutelare la propria scuola che gli ha dato tante soddisfazioni ma anche molti bocconi amari da mandare giù, anche se il dirigente scolastico, nonostante sia vicino alla pensione, non si sente affatto rassegnato di fronte a quelle che considera ingiustizie perpetrate nei confronti della sua scuola.
Un istituto che funziona, il suo, nonostante “l’ostilità – dice il preside ad AbruzzoWeb – della classe politico-amministrativa”.
A testimonianza del fatto che la scuola è delle migliori, De Lucia cita i risultati ottenuti dai suoi allievi alle competizioni studentesche e anche quelli ottenuti alle prove di ammissione all’università monitorate dalla scuola.
Alla competizione provinciale delle Olimpiadi della matematica, fa sapere il preside, il “Masci” è stato l’unico ammesso tra le scuole della città. Fatto che conferma i lusinghieri risultati ottenuti nel corso delle prove Invalsi (l’istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione le cui prove si sono svolte a maggio scorso) e quelli delle prove Ocse-Pisa che si svolgono a livello internazionale.
Peccato che, nonostante questi risultati, le istituzioni sarebbero lontane dal “Masci”. Il preside spiega che il riferimento è anzitutto alla recente attribuzione di fondi per l’adeguamento sismico per le scuole, assegnati dalla Provincia di Chieti a diversi istituti scolastici ma non allo Scientifico, che pure, secondo il preside, ne aveva davvero bisogno, sicuramente più di qualche altra scuola che li ha ricevuti.
La Provincia ha ottenuto dalla Regione Abruzzo un finanziamento di 4.134.000 euro per opere di adeguamento sismico nelle scuole che è stato destinato principalmente all’istituto tecnico industriale “Luigi Di Savoia” di Chieti e all’istituto magistrale “Cesare De Titta” di Lanciano (Chieti).
De Lucia ricorda la caduta di pezzi di intonaco da 1.700 grammi dopo il terremoto, le crepe ben visibili anche dall’esterno, le pendenze inusuali dei pavimenti con dislivelli preoccupanti e a tutto questo aggiunge i problemi causati dalle recenti nevicate che hanno provocato il provvedimento di chiusura del cortile interno della sede centrale a causa del pericolo di caduta di tegole e mattoni resi non più stabili dal peso della neve, oltre alle infiltrazioni d’acqua sia nelle sede centrale che nella succursale.
Il preside ha infine annunciato che sta per partire un nuovo ricorso contro la decisione della Regione di aver assegnato al “Di Savoia” l’opzione di scienze applicate, nonostante che, dopo il precedente ricorso del “Masci”, sia il Tar che il Consiglio di stato avevano accolto le ragioni di De Lucia emanando una sospensiva che aveva bloccato l’indirizzo di studi di scienze applicate al “Di Savoia”.
De Lucia, dunque, mette di nuovo mano alla carta da bollo e riapre la guerra tra le due scuole che da due anni imperversa in città. (ar.ia.)





