CHIETI – In Provincia di Chieti nasce il nuovo gruppo di Fratelli d’Italia. Con l’entrata in Consiglio provinciale del consigliere ex Popolo della libertà ora FdI Luigi Nasuti, infatti, ci sono ora tutti i requisiti per la costituzione formale del gruppo.
Nasuti va ad aggiungersi al consigliere provinciale Etelwardo Sigismondi e al vice presidente della Provincia Antonio Tavani che già precedentemente avevano annunciato il passaggio nello schieramento di Giorgia Meloni e Guido Crosetto.
Nasuti, primo dei non eletti del Pdl, è entrato in Consiglio a fine settembre grazie all’abbandono di Nicola Mincone, che, nel frattempo, è subentrato in Consiglio regionale al posto di Federica Chiavaroli, eletta a sua volta in Parlamento alle scorse Politiche.
Formato il nuovo gruppo, gli uomini di Meloni e Crosetto rilanciano l’azione politica sul territorio aprendo le porte di “Officine per l’Italia”, sorta di casa comune di chi aspira a vedere un centrodestra diverso da quello attualmente portato avanti dal Pdl e soci.
“Aderire a Officine per l’Italia – spiega Tavani – non vuol dire iscriversi a Fratelli d’Italia, significa, invece, lavorare per costruire un grande e nuovo centrodestra”.
Il progetto, ha continuato il capogruppo Sigismondi, si rivolge “a tutte quelle persone che provengono dall’ambiente della destra italiana, gli ex Alleanza Nazionale, e anche a quelle persone che stanno facendo emergere a livello nazionale una serie di rimostranze nei confronti dell’organizzazione del Pdl, che avevamo già sollevato noi con Meloni e Crosetto quando formammo Fratelli d’Italia”.
Si prosegue anche nella costituzione materiale del nuovo partito che vede il suo partavoce abruzzese nel consigliere regionale Emiliano Di Matteo. Si va avanti anche con il tesseramento e Tavani, Sigismondi e Nasuti giurano che ci saranno presto nuove adesioni e che c’è un sondaggio che dà Fd’I in Abruzzo al 4,4% (sondaggio fatto prima dell’ultimo passaggio parlamentare sulla fiducia al governo Letta).
A quanti guardano con intersse Fd’I ma non si muovono ancora, Sigismondi ha lanciato un appello ben preciso: “Credo che si dovrebbe farla finita con un modo di far politica in maniera ragionieristica, col pallottoliere – ha detto – Questo è il momento di avere coraggio e comportarsi di conseguenza”.






