CHIETI – “Chieti Scalo abbandonato dall’amministrazione di Umberto Di Primio”.

È l’accusa dell’ex assessore ai Lavori pubblici e ora capogruppo della lista civica Chieti per Chieti, Luigi Febo, che porta come esempio diverse opere pubbliche previste dalla precedente amministrazione ferme o mai realizzate.

Secondo l’ex assessore, allo Scalo sarebbero stati tolti 1 milione e mezzo di euro, “fondi stornati e destinati non si sa bene a cosa”. 

Gli esempi sono diversi. Innanzitutto la delegazione comunale di piazza Carafa, i cui lavori vanno avanti, pare, a spizzichi e bocconi, e poi il recupero della stessa piazza, per cui c’erano 450 mila euro, con bando già avviato e relativa progettazione, soldi destinati ad altro e intervento mai rifinanziato.

Stessa sorte per altri 450 mila euro che la precedente amministrazione aveva trovato per realizzare due rondò su viale Abruzzo, all’incrocio di via Penne, al posto dell’attuale semaforo, e all’incrocio con la traversa che porta in via Piaggio.

L’ex assessore ha anche ricordato la vicenda dei fondi previsti dalla precedente amministrazione per il sottopasso di via Custoza, a Madonna delle Piane: 650 mila euro che sarebbero serviti per realizzare un sottopasso carrabile e pedonale. L’attuale amministrazione, invece, anche in questo caso ha destinato i soldi ad altro e così le Ferrovie dello Stato hanno realizzato sì il sottopasso, ma solo il pedonale.

“Ci sono poi lavori fermi – dice ancora Febo – come quelli dell’importo di 400 mila euro per la sistemazione dei marciapiedi e sottoservizi della Colonnetta. Stessa situazione per le opere per sistemare il piazzale di fronte alla chiesa di Madonna delle Piane, per altri 400 mila euro”.

“Per non parlare – accusa il consigliere d’opposizione – di come è stato gestito uno dei pochi progetti di una certa portata realizzato allo Scalo: il piazzale davanti alla stazione, dove è stata tolta la betonella ed è stato messo l’asfalto”.

Lavori fermi anche nelle due aree che il Comune sta facendo ristrutturare in via Pescara e in via Amiterno, “in abbandono da circa sei mesi. E poi ci sono ancora le strade ridotte a un colabrodo e le erbacce in via dei Vestini, proprio di fronte all’università”. (ar.ia)