CHIETI – Baffi gialli, sigarette a gogò, battuta sempre pronta e un amore viscerale per Chieti e i colori neroverdi.

Ecco chi era Maurizio Lerario, detto l’Ingegnere, una vera e proria istituzione della Trinità, quartiere storico al centro della città, dove trascorreva gran parte delle sue giornate a parlare del Chieti con i suoi amici di sempre.

L’ingegnere si è spento venerdì all’età di 75 anni dopo una grave malattia che lo ha portato via in pochi mesi.

Tifosissimo del Chieti, è stato anche dirigente della società neroverde nel 2006, dopo il fallimento e la scomparsa dai campionati professionistici, quando affiancò l’amico e l’allora presidente neroverde Giustino Angeloni alla guida della rinascita del Chieti dal campionato di Promozione.

Anche per questo ai funerali c’erano anche i suoi giocatori, i vari Stella, Campagna, Beniamino e Di Liso in rappresentanza dell’Asd Chieti, squadra che centrò la promozione in Eccellenza con Amedeo Assetta in panchina.

Simpatia unica e dipendenza dal fumo. Quando qualcuno gli faceva notare di fumare troppo, lui rispondeva: “Vaff…, tu e quell’altro, biscia”, oppure, “Non mi rompere i c…..”, e tutti ridevano.

La notizia della sua morte è rimbalzata subito in città, la Trinità, senza l’Ingegnere, non sarà più la stessa cosa. Ciao, Maurizio. Giammarco Giardini