CHIETI – L’intergruppo del Comune di Chieti difende i dirigenti comunali, duramente bacchettati dal vice sindaco Bruno Di Paolo, secondo cui cinque di loro su otto totali andrebbero rimossi per “dilettantismo a dir poco imbarazzante” a seguito delle vicende comunali che hanno portato alla non certificazione del Patto di stabilità da parte dei revisori dei conti.

I consiglieri dell’intergruppo, Gianni Di Labio, Palmerino Di Renzo, Marco Di Paolo, Graziano Marino e Liberato Aceto, accusano il vice sindaco di non conoscere “la realtà dei fatti“.

A loro appare “del tutto ingiustificata e populistica l’affermazione di Di Paolo contro i dirigenti, considerato che tutti i settori hanno rimesso gli atti necessari per elaborare la certificazione sul Patto di stabilità tant’è che lo stesso è stato inviato per tempo senza la sottoscrizione immotivata dei revisori dei conti”.

“L’impeto del vice sindaco nei confronti dei dirigenti – proseguono – è ingiustificato e immotivato. Egli, apostrofandoli come dilettanti, dimentica, inoltre, che tre degli attuali otto dirigenti sono stati scelti nel corso della sua gestione dell’Ufficio personale”.

“Se il vice sindaco ritiene che i dirigenti incapaci debbano essere rimossi – continuano i consiglieri dell’interguppo – sia più chiaro nello scaricare le responsabilità e faccia  i nomi degli incapaci senza sparare nel mucchio e soprattutto non si appunti sul petto medaglie non sue”.

“Nel frattempo – conclude l’intergruppo comunale – piuttosto che rilasciare dichiarazioni, il vice sindaco si occupi di cose concrete a cominciare dalla riorganizzazione della pianta organica considerato che le nuove norme impediscono agli enti locali di fare nuove assunzioni”.

Insomma, anche questa volta, il vice sindaco Di Paolo è riuscito a sollevare un vespaio all’interno della sua maggioranza. Non manca occasione, infatti, che ogni sua uscita provochi polemiche e repliche non da parte dell’opposizione, come sarebbe logico aspettarsi, ma sempre da parte della maggioranza, con cui, evidentemente, corre sempre meno buon sangue.