CHIETI – Doveva essere il Consiglio comunale che avrebbe segnato la fine dell’amministrazione del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e invece è stato quello che ha sottolineato la tenuta della sua maggioranza, al di là dei risultati dei lavori consiliari ancora in corso.

La seduta aperta questa mattina, infatti, era da tempo indicata come la cartina al tornasole della compattezza politica della maggioranza di centrodestra al Comune di Chieti.

Da tempo si parlava di coalizione in crisi e di volontà di parte di essa di sfiduciare il primo cittadino e rimandare tutti a casa con il pieno appoggio dell’opposizione. La fronda, però, da alcuni giorni sembrava essere rientrata e, nel Consiglio di oggi una battuta del tutto fuori programma tra il sindaco e il consigliere comunale del Partito democratico Gabriele Salvatore ha confermato che il golpe è rientrato, o, quantomeno, è slittato a data imprecisata.

Il siparietto politico si è aperto con il sindaco che, con un ampio sorriso sulla faccia, ha chiesto a Salvatore se la minoranza avesse ancora intenzione di farlo cadere. Salvatore, colto di sorpresa, ha risposto in tutta sincerità che non sarebbe più caduto almeno per il momento ma che, comunque, secondo lui, la sua coalizione aveva “pochi mesi di vita” e che lui stesso lo sapeva.

“La questione è stata solo rinviata – ha continuato Salvatore, ormai spostando completamente il discorso dal lavoro consiliare – Non siamo stati comunque noi del Pd i promotori dell’iniziativa, perché lei le serpi ce le ha in seno”.

Il riferimento è a quei consiglieri di maggioranza, in particolar modo del partito dello stesso primo cittadino, il Popolo della libertà. E in effetti Salvatore non ha sbagliato nel dire che l’iniziativa di sfiduciare Di Primio sia arrivata non dalla minoranza ma da quella parte della maggioranza da tempo scontenta.

I piani fatti, però, al momento sembrano saltati. Se non solo rimandati, come ha detto Salvatore.