CHIETI – Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha voluto rinsaldare il legame con il proprio gruppo consiliare, il Popolo della libertà, con cena che si è svolta ieri sera al ristorante Teate, nei pressi di Porta Pescara.

Concluso positivamente l’ultimo travagliato periodo politico, che vedeva il primo cittadino a rischio di sfiducia da parte della propria maggioranza, Di Primio ha deciso di voltare pagina con questa cena cui hanno partecipato tutti, con la sola eccezione della consigliera Carla Di Biase, assente giustificata. Il senatore Fabrizio Di Stefano, invece, si è presentato un po’ in ritardo.

Per il resto c’erano tutti, compresi i cosiddetti “malpancisti”, ovvero il gruppetto che fa capo al primo degli eletti Domenico Di Fabrizio. E già in questa massiccia presenza, il sindaco sembra sia riuscito a cogliere un obiettivo che non gli è affatto a portata di mano in aula consiliare.

Pare che argomento della serata non sia stata la situazione del Comune di Chieti, ma quella della politica nazionale. Dunque, non si sarebbe parlato di possibili rimpasti di giunta, le cui voci continuano a girare nei corridoi comunali, ma si sarebbe parlato molto della situazione del partito e del rischio di scissione interna da parte del gruppo del ex di Alleanza nazionale.

Se ci dovesse essere una scissione di questo tipo, si è posto il problema di quali ricadute potrebbero esserci sul Comune di Chieti.

Di Primio ha anche presentato con giudizi molto positivi il nuovo movimento dei sindaci del Pdl al quale lui stesso, come anche i colleghi di Teramo e Pescara, ha deciso di aderire.

All’arrivo del senatore Di Stefano, il discorso è diventato più generico. (ar.ia.)