CHIETI – Per Bruno Di Paolo arriva la resa dei conti: dalle 19 di oggi non è più vice sindaco di Chieti.
Ieri sera si è tenuta una riunione di maggioranza convocata dal sindaco Umberto Di Primio per “comunicazioni urgenti” che ha riproposto lo schema degli ultimi giorni al Comune: tutti contro il vice sindaco.
Se Di Primio sinora non aveva detto nulla sulla contestatissima decisione del suo vice di dimezzarsi l’indennità, con la richiesta a tutti di fare lo stesso, questa volta ha deciso di usare il pugno di ferro e, dopo aver anticipato la decisione, l’ha ufficializzata.
Nella riunione ha chiesto ai partecipanti di non raccontare nulla all’esterno, affidando il contenuto a un comunicato stampa ufficiale arrivato in serata.
Nonostante il silenzio assoluto sulla riunione segreta, qualcosa è trapelato lo stesso. Da quanto appreso da AbruzzoWeb, in tre ore, dalle 19.30 alle 22.30 circa di ieri, il vice sindaco è stato messo sulla graticola, sotto accusa un po’ da tutti, compresi i consiglieri della sua stessa lista, Achille Cavallo e Luigi Milozzi; meno chiara, invece, la posizione del suo capogruppo consiliare Enrico Bucci.
Durissimi anche gli uomini dell’Unione di centro, che nell’ultima crisi di maggioranza con il vice sindaco in un certo senso gli hanno guardato le spalle, dicendo di non volere la sua poltrona che Di Primio era pronto a offrire al partito. La storia allora si risolse con Di Primio che ha tolto a Di Paolo la delega al personale.
Questa volta, invece, l’Udc ha detto senza mezzi termini a Di Paolo che dovrebbe essere lui stesso a dimettersi dalla maggioranza, visto che, con i fatti, ha già dimostrato di non essere più in squadra.
Il vice sindaco, da parte sua, non è rimasto inerme a prendere pugni in faccia. Ha ribadito di sentirsi forte del consenso popolare, aumentato proprio dalla proposta di dimezzarsi l’indennità.
In tanti gli hanno detto che la sua proposta è pura demagogia, dettata dal fatto che le sue condizioni economiche glielo permettono. Viceversa non si potrebbe pensare di chiedere a un assessore che prende 1.800 euro al mese, senza tredicesima e senza altre entrate, di mantenere sé e la sua famiglia con 900. In questo modo la politica diventerebbe solo affare per ricchi e non per tutti, questa la tesi accusatoria contro di lui.
Di Paolo, però, non ha intenzione di mollare e pensa ad azioni sempre più eclatanti, come l’intervento di qualche popolare trasmissione televisiva che si occupa di questi temi, tipo “Striscia la notizia” e “Le Iene”. Il vice sindaco annuncia anche che ha pensato a una serie di buoni pasto da distribuire ai poveri con i soldi della sua indennità.
È probabile che questo tipo di azioni aumenti il suo consenso, ma sembra che il sindaco non voglia più tollerare colpi di testa. Ieri sera, da quanto emerso, ha parlato del fatto che la sua amministrazione è arrivata al giro di boa e che c’è bisogno di una revisione totale dell’intera Giunta, partendo proprio dalla posizione del vice sindaco.
Altro argomento trattato nel corso della riunione è stato quello del riordino delle circoscrizioni provinciali. Il sindaco ha messo al corrente la sua maggioranza delle prossime mosse da porre in essere per cercare di scongiurare l’evenienza che Chieti perda lo status di capoluogo di Provincia.
“Ho scritto una lettera a Bruno Di Paolo per dirgli che ho intenzione di togliergli la delega di vice sindaco. E sto meditando anche di cacciarlo dalla mia Giunta. Queste cose gliele ho già dette personalmente nel corso della riunione di maggioranza di ieri sera”.
A parlare ad AbruzzoWeb è il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, che, questa mattina, in una sorta di conferenza stampa improvvisata, ha confermato le indiscrezioni già anticipate da questo giornale sulla riunione di ieri sera incentrata sul caso Di Paolo e sull’intenzione di cacciarlo dal suo esecutivo.
“L’incarico di vice sindaco – ha spiegato il primo cittadino – è di tipo fiduciario. Ed è proprio il rapporto di fiducia che ritengo sia venuto a mancare con il mio vice sindaco. Non posso far passare come se nulla fosse l’uscita improvvida sul dimezzamento della indennità da amministratore comunale, come se il Comune fosse luogo dello sperpero”.
Secondo Di Primio, “la sua posizione è frutto di un errore sia di valutazione che politico e di una scorrettezza nei miei confronti, non essendo stato debitamente avvisato su quello che voleva fare”.
Il sindaco ha raccontato di aver saputo da Di Paolo, in un breve colloquio sulle scale del Comune e mentre era in partenza per incarichi istituzionali che lo avrebbero portato fuori Chieti, che aveva intenzione di fare un comunicato sui costi della politica.
“Non è possibile che ogni volta che sono fuori, sempre per incarichi riguardanti il Comune – ha detto a riguardo il sindaco – mi debbano arrivare messaggi e telefonate allarmanti per qualcosa che riguarda Di Paolo”.
Dopo giorni di silenzio sul caso, Di Primio ci va giù duro: “Devo sentirmi dare lezioni di etica politica circa il dimezzamento dell’indennità – ha detto – da chi ha preso 105.000 euro all’anno quando era consigliere regionale e che, come tale, ha maturato il diritto a un vitalizio sostanzioso. La sua è solo propaganda”.
“I costi della politica vanno tagliati – ha continuato il primo cittadino – è noi lo stiamo facendo. Tanto è vero che rispetto all’anno precedente abbiamo tagliato il 30 per cento delle spese per Consiglio e Giunta. E rispetto alla passata amministrazione siamo al 40 per cento in meno. Ma non trovo giusto che su questo tema si faccia demagogia e populismo come sta facendo Di Paolo con un atteggiamento da irresponsabile, soprattutto in un momento difficile come è questo”.
Di Paolo, da parte sua, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ad AbruzzoWeb.
Ha annunciato di voler tenere una conferenza stampa e per il momento ha detto solo di non voler parlare prima di aver ricevuto documenti ufficiali circa la revoca della sua carica, anche perché, si è lasciato sfuggire, “non è la prima volta che il sindaco dice che mi vuole cacciare”.
Ed è vero, di crisi e minacce tra il sindaco e il suo vice ce ne sono state tante, ma questa volta Di Primio è andato fino in fondo, forte del fatto che la gran parte della sua maggioranza gli ha chiesto la testa di Di Paolo.
“Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio – si legge nella nota ufficiale – in data odierna, giovedì 25 ottobre 2012, richiamato il proprio provvedimento prot. n. 28880 del 23 aprile 2010 di nomina dei componenti la Giunta Comunale, richiamato altresì il successivo atto prot. n. 44916 del 25 giugno 2010 di delega per ciascun Assessore alla trattazione degli affari in esso indicati, preso atto altresì del fatto che, in maniera puntuale, durante le assenze del Sindaco per impegni istituzionali, il dr. Bruno Di Paolo, nonostante il ruolo di vicario assegnatogli, si è spesso reso protagonista di azioni non concordate e che hanno posto in serio imbarazzo l’Amministrazione, facendo di fatto venir meno il rapporto fiduciario connesso a tale carica, ha disposto di revocare la carica di vicesindaco al dottor Bruno Di Paolo”.






