CHIETI – Non potendo dedicarsi ad investimenti ed opere pubbliche per la difficile condizione economica in cui si trova la Provincia di Chieti, il suo presidente Enrico Di Giuseppantonio sin dal suo insediamento, a metà 2009, non ha potuto fare altro che risparmiare, su tutto, tagliando sprechi e razionalizzando le risorse.
Dopo 42 mesi di amministrazione, Enrico Di Giuseppantonio ha tirato un bilancio di quello che è riuscito ad ottenere con questa sorta di “spending review” avviata ben prima di quanto richiesto dal governo Monti.
“Questi 42 mesi ci hanno permesso di raggiungere un primato nazionale importante – ha detto il presidente – riduzione dei costi della politica e delle spesa di gestione per rendere l’Ente snello, meno costoso, più efficace, nonostante i tagli che abbiamo subito, ben 22 milioni di euro da parte dello Stato, della Regione e per minori entrate, dal 2009 a oggi, e nonostante i debiti pesanti che abbiamo ereditato. Sono orgoglioso di poter rilanciare un Ente che era decotto e che invece può guardare al futuro con un rinnovato ottimismo“.
Questi alcuni dati: meno 20 per cento sui costi di Giunta e Consiglio, dirigenti passati da 13 a 4, meno 90 per cento della spesa per lavoratori interinali, meno 14 per cento per la spesa per il personale a tempo indeterminato, meno 40 per cento per le utenze telefoniche, azzerata la comunicazione istituzionale.
“Abbiamo usato i soldi sottratti agli sperperi – dice Di Giuseppantonio – per sostenere settori importanti come il sociale, e la manutenzione delle strade e delle scuole che erano state le prime a risentire dei tagli operati dallo Stato e dalla Regione”.
La cifra a cui ammonta l’indebitamento dell’ente resta comunque altissima, pari a 140.000.000 di euro, “cosa che – conclude il presidente – ha di fatto bloccato la possibilità di fare investimenti, costringendoci al tempo stesso ad onerosi e ripetuti pagamenti nei confronti di imprese e fornitori. Inoltre, abbiamo totalmente dismesso una serie di partecipazioni societarie. Siamo intervenuti anche sull’indebitamento, ovvero sui mutui, rinegoziandoli dove possibile a condizioni più favorevoli per l’ente e dunque per i cittadini”. (ar.ia.)






