CHIETI – Dal 20 aprile 16 dipendenti amministrativi e da fine giugno 12 tecnici assunti a tempo determinato dal Comune di Chieti rimarranno a casa. Scatta, infatti, la prima sanzione per la mancata certificazione da parte del collegio dei revisori dei conti del patto di stabilità, l’unica tra tutte le sanzioni previste cui non c’è rimedio alcuno, anche nel caso in cui il collegio modifichi la propria posizione.

Il sindaco, Umberto Di Primio, ha sollevato la questione a livello nazionale nel corso del convegno che si è svolto oggi a Roma sul pubblico impiego. Di Primio è stato chiamato tra i relatori in qualità di “responsabile del personale e relazioni sindacali” dell’Anci.

Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di passare da “una politica vincolista” a “una politica di premialità”.

“È di necessaria importanza – ha detto tra le altre cose – trovare soluzioni valide per i lavoratori precari degli enti locali poiché in molti casi essi non solo sono l’unica forza lavoro dell’ente ma svolgono e tengono in vita servizi essenziali o di primaria importanza“.

E questo è proprio il caso dei 28 precari del Comune di Chieti, che non solo rischiano personalmente il posto di lavoro, ma sono anche fondamentali per il buon andamento di alcuni settori comunali.
 
A sottolinearlo è anche l’opposizione, che punta il dito contro la maggioranza per la difficile situazione che si è venuta a creare che, tra l’altro, ha avuto come conseguenza anche un rimpasto di deleghe all’interno della Giunta comunale.

Per l’ex assessore comunale Luigi Febo, ora capogruppo della lista civica “Chieti per Chieti”, il sindaco Di Primio “ancora una volta non si fa carico delle proprie responsabilità. Nella corsa alla ricerca del capro espiatorio, dirigenti, impiegati e così via, non si è riusciti, ancora una volta, a trovare una soluzione”.