CHIETI – Posti tutti occupati negli spazi della Camera di commercio di Chieti al Foro Boario e gente anche in piedi per il primo congresso provinciale del Popolo della libertà che ha visto due mozioni contrapposte.

Da un lato, quella capitanata dal vice sindaco di Ortona, Lucio Cieri, e dall’altro quella “minoritaria” a detta dello stesso protagonista, a guida dell’ex coordinatore provinciale Pasquale Di Nardo.

Il congresso si sta svolgendo sotto la presidenza del vice presidente della Camera dei deputati, Antonio Leone, avvocato penalista ex Forza Italia di Putignano, in provincia di Bari, che ha sottolineato come il congresso teatino gli sia apparso “subito vivo e vivace, alla faccia dell’antico soprannome di Chieti, città della camomilla a partire dal processo Matteotti in poi”.

Al tavolo della presidenza, insieme a Leone, il senatore Fabrizio Di Stefano, l’assessore regionale e coordinatore provinciale uscente, Mauro Febbo, e i due componenti dell’ufficio di presidenza, Valerio Visini, presidente della società pubblica del Comune di Chieti Teateservizi, e il consigliere del Comune di Vasto (Chieti) e della Provincia di Chieti Etelwardo Sigismondi.

Il dibattito è stato animato anche dagli assessori regionali e consiglieri regionali espressione della provincia teatina (tutti nella lista di Cieri): oltre allo stesso Febbo, Federica Carpineta, Luigi De Fanis, Nicola Argirò, Emilio Nasuti, Tonino Prospero (che pur avendo la tessera del Pdl in Regione appartiene al gruppo di Rialzati Abruzzo), e Giuseppe Tagliente.

Gli ultimi due, però, hanno rinunciato al loro discorso per aderire all’appello del senatore Di Stefano di lasciar spazio ai tanti giovani che volevano intervenire, visto che il dibattito si sarebbe chiuso alle 14, per dar spazio alle operazioni di voto dalle 14 alle 21.

Attesissimi i discorsi dei due candidati coordinatori, improntanti entrambi al fair play. Addirittura Di Nardo a un certo punto ha detto che sarebbe stato pronto anche a ritirare la mozione, cosa che però, a stare alle regole interne, tecnicamente non poteva fare.

Ad ascoltare entrambi i candidati coordinatori provinciali, comunque, non si sono notate grandi differenze tra le due mozioni.

Di Nardo ha insistito molto sulle primarie come importante strumento democratico e si è riferito soprattutto alle prossime comunali di Ortona.

Ma proprio sulle primarie già da tempo è nota la posizione di Di Stefano, cui fa capo la candidatura di Cieri, che con il peso della sua carica di vice coordinatore regionale del Pdl si era detto a favore delle pre-consultazioni popolari, concetto che ha ribadito anche nell’applaudito discorso al congresso.

Forte l’appello all’unità che è venuto fuori dal discorso del senatore. Unità che non vuol dire, ha detto, “mettere a tacere d’imperio chi ha posizioni contrarie”, ma significa “contrapporsi, anche aspramente, a denti stretti e a muso duro come è avvenuto in passato”, ma “nelle sedi opportune”, quali appunto i congressi, e a dibattito chiuso “ritrovarsi più uniti di prima”.

Da questo punto di vista, Di Stefano ha lanciato anche l’idea di una “conferenza programmatica provinciale dove affrontare tutti i problemi del territorio e confrontarsi apertamente a riguardo”.