CHIETI – Il mondo dell’impresa chiama l’università “D’Annunzio” ma l’ateneo risponde solo a metà.

L’incontro organizzato presso la Camera di commercio di Chieti da Confindustria Chieti e Pescara con i quattro candidati alla carica di rettore ha visto la presenza soltanto dei candidati Gaetano Bonetta e Raffaele Tenaglia. Carmine Di Ilio e Michele Vacca, invece, non si sono presentati.

I due presidenti di Confindustria, Paolo Primavera e Enrico Marramiero, dal canto loro, hanno lanciato un forte appello per una università maggiormente collegata con il territorio e la realtà imprenditoriale.

“Il collegamento con il sistema produttivo e con il territorio – ha detto senza mezzi termini il presidente Confindustria Chieti, Primavera– non può essere fatto solo per spot ma deve essere fatto in maniera sistemica”.

Una frase, quella di Primavera, che racchiude tutta la critica alla precedente gestione, i 15 anni del rettorato di Franco Cuccurullo, che aveva fra i propri slogan proprio quello del collegamento con il territorio.

Bonetta e Tenaglia, da parte loro, hanno assicurato di voler tenere in grande considerazione la sinergia da instaurare con il mondo dell’impresa, fondamentale per far crescere il territorio e per far nascere un “marchio Abruzzo” che, secondo tutti e due, dovrebbe passare anche per un progetto che preveda la nascita di una unica università abruzzese.

Un progetto che non dispiace a Confindustria, che, anzi, ha assicurato di star lavorando per il superamento dei campanili, “come dovrebbe avvenire anche per la sanità – ha sottolineato Primavera – perché non è possibile che non vi sia una razionalizzazione di risorse tra Chieti e Pescara”.

Un discorso, quello di Primavera sulla sanità, che coinvolge direttamente l’ateneo che, con la facoltà di medicina, è direttamente legato all’ospedale teatino. “In questo settore – ha detto ancora Primavera – occorre un netto cambio di rotta, visto che le eccellenze che il connubio università-sanità avrebbe dovuto creare non sono state molte, tanto è vero che assistiamo a fenomeni di mobilità passiva anziché attiva”.

Peccato che ad ascoltare il presidente di Confindustria Chieti non ci fosse il preside della facoltà di Medicina Di Ilio, la cui presenza era data per certa fino all’ultimo minuto. L’assenza del candidato più vicino all’ex rettore Cuccurullo è stata giustificata con non precisati “motivi di famiglia”.

Da registrare, infine, poca presenza anche nell’uditorio, dove c’era solo una striminzita rappresentanza di imprenditori teatini e pescaresi. (ar.ia.)