CHIETI – L’onorevole Tommaso Coletti, ex presidente della Provincia di Chieti, ha inviato una nota alla direzione di Rai 1 con la quale chiede una rettifica a un errore commesso da Bruno Vespa e Pippo Baudo, conduttori di “Centocinquanta”, trasmissione sull’anniversario dell’unità d’Italia.
Il testo integrale del comunicato di Coletti
Clamoroso errore dei due conduttori di “Centocinquanta”, la trasmissione andata in onda su Rai Uno il mercoledì sera, per varie settimane, nell’ambito delle iniziative per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia.
Nell’ultima puntata del 6 Aprile u.s., Bruno Vespa e Pippo Baudo, nel commentare i fatti accaduti subito dopo l’armistizio sottoscritto a Cassibile dal Governo Badoglio e dalle forze alleate di liberazione il 3 settembre 1943-reso pubblico l’8- e parlando della fuga del Re dalla capitale, hanno asserito che il Re si è trasferito a Brindisi mettendosi in salvo partendo da Pescara. Come tutti sanno, dichiara il Sen. Tommaso Coletti, la verità è un’altra. La comitiva, per la verità, in parte perché sulla nave non c’era più posto, si è imbarcata ad Ortona facendosi trasportare a Brindisi già liberata dagli alleati. E’ una verità storica che in qualche occasione, come quella della trasmissione citata, potrebbe anche tornare utile a promuovere il nostro territorio ed a farlo conoscere a tutti gli italiani.
Per questa ragione l’ex Presidente della Provincia di Chieti, ha inviato una nota al Direttore di Rai Uno con la quale ha descritto in maniera puntuale i fatti accaduti nella notte tra il nove e dieci settembre 1943 sul porto di Ortona, quando il Re con la Regina e tutta la sua corte, è stato accompagnato con tre motopescherecci, appositamente requisiti dal maresciallo dei carabinieri della stazione di Ortona, insieme ai rispettivi equipaggi, sulla nave “la baionetta” che attendeva il prestigioso “ carico” da portare a Brindisi.
Il Senatore Coletti, oltre a chiedere una rettifica dell’involontario errore commesso dai due bravi conduttori, ha invitato il Direttore di Rai Uno a programmare sulla rete nazionale la messa in onda del documentario sulla battaglia di Ortona che contiene, tra l’altro, attraverso la voce dei protagonisti ancora in vita, il racconto di quella frenetica nottata di cui la città di Ortona è stata teatro.
Sarebbe un bel gesto, conclude Coletti, della emittente di Stato in favore di una cittadina, medaglia d’oro al valor civile, la cui comunità ha sopportato il dolore e la distruzione di una delle più dure battaglie della seconda guerra mondiale svoltasi sul territorio nazionale con 3753 morti di cui 1314 civili ortonesi e 2239 militari tra tedeschi ed angloamericani..






