CHIETI – “La neve non può diventare un’imposta per i cittadini”: a preoccuparsi per le conseguenze economiche dell’abbondante nevicata e le possibili ricadute sui cittadini è il consigliere comunale e coordinatore provinciale di Futuro e libertà, Alessandro Carbone.
“i costi della neve non devono cadere sui cittadini – dice Carbone – la richiesta dello stato di emergenza comporterebbe l’applicazione della così detta tassa sulle disgrazie, ossia l’elevazione al massimo di tutte le addizionali fiscali sul territorio regionale”.
“Con la richiesta, infatti, – spiega ancora il coordinatore provinciale Fli – si dovrebbe procedere ad aumentare le accise sui carburanti di 5 centesimi di euro al litro, l’addizionale Irap dal 4,75 al 5,75 per cento (+1 per cento) l’addizionale Irpef dallo 0,90 all’1,40 per cento (+50 per cento) la tassa automobilistica del 10 per cento”.
Carbone fa riferimenti alla legge 10/2011 che modificato “il meccanismo della richiesta dello stato di emergenza, eliminando l’intervento finanziario dello Stato nella gestione delle operazioni e ponendo il carico sulle risorse regionali o sulla leva finanziaria a carico di cittadini e imprese del territorio in cui l’evento si verifica”.
“Solo qualora questi mezzi non dovessero bastare – aggiunge il consigliere comunale teatino – la Regione potrebbe avanzare richiesta di un contributo allo Stato che, tuttavia, non sarebbe né obbligatorio né certo, in virtù dell’assenza di fondi sul relativo capitolo di bilancio”.
Insomma, il rischio secondo Carbone è che i costi affrontati per arginare l’emergenza neve vengono scaricati su cittadini e imprese già affossati dalla neve.





