CHIETI – La passione non può avere il sopravvento sul raziocinio.

È la dura legge del calcio che ha spinto il presidente del Chieti, Walter Bellia, a rinunciare alla domanda di ripescaggio in Prima Divisione.

La possibilità di tornare nella vecchia C1, ampiamente caldeggiata dai vertici della Lega Pro, che avevano indicato i neroverdi in pole position nella graduatoria dei ripescaggi, si è rivelato solo un sogno di mezza estate, subito spazzato dai conti alla mano e dalle cifre mostruose in un periodo di crisi mondiale (900 mila euro di fidejussioni in totale più 200 mila a fondo perduto da versare alla Federcalcio).

“Cifre che fanno riflettere non una, ma due volte”, scrive Bellia in una lettera aperta ai tifosi.

LA LETTERA DI BELLIA AI TIFOSI

Tutta la città di Chieti, me compreso, avrebbe desiderato usufruire del ripescaggio in Prima Divisione ma dopo un’attenta analisi di ogni singolo aspetto, non solo economico, ho deciso di rinunciarvi.

Oltre all’onerosità finanziaria che l’operazione comporta, infatti, abbiamo già allestito, completandola a grandi linee, una rosa competitiva per il prossimo campionato di Seconda Divisione ed allo stato attuale non sarebbe possibile stravolgere le cose, cambiando programmazione in corso d’opera quando ormai la stagione è prossima ad entrare nel vivo.

Terzo motivo perché l’avvicinamento graduale alla Prima Divisione è stato programmato rispettando le direttive della Lega Pro che prevedevano la riforma dei campionati con decorrenza dalla prossima stagione con i tre gironi da 20 squadre.

Le ultime decisioni del Consiglio federale, in relazione agli incontri tra Lega Pro e Associazione calciatori riguardanti la riforma dei campionati, fanno nascere molti dubbi sull’utilità di presentare, nell’ immediato, la domanda di ripescaggio.

Si rende necessaria infatti una attenta ed oculata riflessione sulla bontà dell’operazione, soprattutto perché, a oggi, rappresenterebbe il classico “salto nel buio” che la Chieti calcio, così com’è strutturata, non può permettersi.

La Chieti calcio già nel recente passato è risorta dalle ceneri di fallimenti e radiazioni. Non è questo il nostro modo di pensare e di fare calcio.

La nostra è sempre stata la politica di una sana gestione per dare continuità e solidità finanziaria alla società. Nel rispetto di tutta la tifoseria, della città e dei colori neroverdi.

La decisione di non presentare la domanda di ripescaggio è scaturita pertanto, dopo una scrupolosa valutazione a 360 gradi, non ultima anche la valutazione sulle reali possibilità del mantenimento della categoria ed i rischi conseguenti.

Per il bene del nostro Chieti non posso azzardare il passo più lungo della gamba: so che per questo motivo molti mi hanno criticato e altri mi criticheranno ma, sicuramente a malincuore, non posso fare altrimenti, convinto che, smaltita la delusione del momento, alla lunga questa risulterà la scelta più giusta.