CHIETI – Si sarebbe preso quattro pugni in faccia per motivi politici, dopo “mesi di intimidazioni” da parte di “fascisti teatini”.

La denuncia arriva dall’Assemblea permanente di Chieti, un’associazione cittadina che, pur non avendo specifico colore politico, è frequentata soprattutto da persone vicine al mondo della sinistra.

Il fatto è accaduto sabato sera. Secondo Riccardo Di Gregorio, segretario provinciale Rifondazione comunista, capogruppo in Consiglio comunale della Federazione di sinistra e membro dell’Assemblea permanente di Chieti, quattro giovani, quasi tutti aderenti all’Assemblea permanente, si trovavano al bar Bon Bon, in corso Marrucino, quando hanno incontrato una decina di giovani di fede politica opposta.

I due gruppetti hanno lasciato il bar Bon Bon per dirigersi verso il bar Libero nei pressi della farmacia Spatocco in via Toppi, ma non ci sono mai arrivati, perché alla fine di corso Marrucino, nei pressi della pizzeria del Secolo, il “compagno” dell’Assemblea permanente, come lo definisce la stessa nota diramata dall’Assemblea, si sarebbe preso quattro pugni in faccia senza neanche reagire.

La prognosi deI medici è stata di otto giorni. A picchiarlo è stato solo uno dell’altro gruppetto, subito denunciato dalla vittima.

L’Assemblea permanente, nella nota diramata il giorno dopo, parla di “aggressione brutale” causata dalle “convinzioni democratiche e antifasciste” sempre manifestate dal ragazzo.

Sul posto è intervenuta la volante della Polizia, ma la Digos che, si che ha ascoltato alcune testimonianze, getta acqua sul fuoco. Le forze dell’ordine al momento parlano di uno “sfottò tra i due gruppetti” iniziato fin dal bar di corso Marrucino e finito con un pugno in faccia al ragazzo dell’Assemblea permanente.

Secondo Di Gregorio, invece, non c’è stato alcuno sfottò e i quattro dell’Assemblea permanente sono stati inseguiti dall’altro gruppetto che sarebbe riconducibile al movimento politico di estrema destra Comunità politica d’avanguardia.

Si tratterebbe inoltre degli stessi ragazzi che si sono resi responsabili dei danneggiamenti alla sede dell’associazione Free Speech, oltre un anno fa. (ar.ia.)