CHIETI – Il Comune di Chieti chiede l’apertura di un tavolo tecnico sulla sanità per riequilibrare il taglio dei posti letti a favore della provincia di Pescara avvenuto per applicazione del decreto Lorenzin nelle cliniche Villa Pini e Spatocco di Chieti a favore della clinica Villa Serena di Città S. Angelo in provincia di Pescara.
“È vero che si tratta di posti letto della sanità privata che sono stati spostati all’interno di uno stesso gruppo imprenditoriale – ha detto il sindaco di Chieti Umberto Di Primio (Nuovo centrodestra) – ma è anche vero che si tratta di sanità privata che lavora in convenzione con il pubblico e, soprattutto, in questo modo si impoverisce l’offerta sanitaria della Asl teatina a favore di quella pescarese”.
“Per questo – ha continuato il sindaco – chiediamo un riequilibrio di posti letto sulla nostra Asl e sulla nostra provincia. E visto che la richiesta viene fatta al pubblico, perché nulla potremmo pretendere dal privato, chiediamo che questo riequilibrio di posti letto venga fatto sulla sanità pubblica”.
E così dunque il sindaco di Chieti, dopo aver nicchiato a lungo, dopo aver riflettuto in silenzio e dopo aver assistito a divisioni interne della sua maggioranza in pieno Consiglio comunale, ha deciso di prendere una posizione netta e allinearsi a quella, molto più decisa sin dall’inizio, che ha tenuto Forza Italia e, in particolar modo, il consigliere regionale Mauro Febbo che a suon di esposti in Procura è riuscito pure a far aprire anche un’inchiesta su tutta l’operazione.
La diversità di atteggiamento si era notata sin dall’inizio: Febbo all’attacco e Di Primio possibilista, Febbo in Procura e Di Primio che invita l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci a relazionare in Consiglio comunale.
A chi gli fa notare la differenza di comportamento, il primo cittadino risponde così: “Io faccio il sindaco e penso a tutta la città, Mauro fa benissimo il suo compito di opposizione in Consiglio regionale. Io devo pensare non solo a quello che non va ma devo anche proporre soluzioni per la mia città”.
Il numero di posti letto che vengono spostati dalla Asl teatina alla Asl Pescara sono in tutto 126, di cui 41 di chirurgia per acuti. “Chiediamo che vengano reintegrati all’interno del nostro sistema sanitario – dice ancora il sindaco – Altrimenti, quando la Regione andrà a mettere mano alla riforma del sistema sanitario regionale, partirà per Chieti da un fabbisogno decurtato di oltre 120 posti e per Pescara con un fabbisogno di 120 posti in più. Noi vogliamo, invece, che si parta da un fabbisogno reale”.
Il sindaco poi si sfoga: “Con questa storia sulla sanità mi hanno davvero rotto: se sto zitto, perché cerco di capire, vuol dire che ho l’accordo con qualcuno; se invece parlo, sto facendo il tifo per qualcun altro. Vorrà dire che adesso ho detto come stanno le cose e così tutti avranno capito”. A chi e che cosa fosse riferito lo sfogo ovviamente il sindaco non l’ha detto, certo è che questa frase dà il tenore di quanto il clima fosse diventato teso intorno al sindaco di Chieti.



