CHIETI – Giudizio nettamente negativo da parte di Cgil sull’incontro di ieri con i vertici dell’azienda Sixty a seguito della presentazione del nuovo piano industriale 2012-2015.
Il problema, a detta dei sindacati, è che i vertici del gruppo tessile hanno fatto sapere che anche se nel 2015 il piano industriale coglierà tutti gli obiettivi previsti di rilancio sul mercato, i 183 esuberi restano.
Addirittura, se il fatturato non arriva a quanto previsto, il numero degli esuberi potrebbe anche ampliarsi.
“Di fatto – afferma Giuseppe Rucci della segreteria provinciale Cgil – gli incontri sul piano industriale hanno fatto emergere tutta una serie di problemi che noi avevamo già da tempo denunciato”.
“Ovvero che – continua il sindacalista – questa azienda non mostra di tenere affatto al territorio in cui è nata e cresciuta. E che, in realtà, l’accordo col nuovo partner, il gruppo Trendiano, non riguarda soltanto la commercializzazione ma anche la delocalizzazione di settori produttivi. Altrimenti non si spiegherebbe il mantenere il numero degli esuberi uguale anche in caso di ripresa sul mercato”.
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha assicurato di voler mantenere alta l’attenzione su quanto sta succedendo nello stabilimento Sixty di via Piaggio, a Chieti Scalo, promettendo anche di voler interessare il governo nazionale.
Ma Cgil alle istituzioni chiedono di più. Anzitutto non si fidano del regime di incontri separati sul piano industriale voluto dal gruppo tessile (una volta con i sindacati, un’altra con i rappresentanti istituzionali) e perciò chiedono alle istituzioni di tenere un rapporto più stretto con le organizzazioni sindacali e di cercare di andare più a fondo possibile alla materia.
Nuovi incontri tra la dirigenza del gruppo tessile e i sindacati si terranno il 27 e il 28 febbraio. (ar.ia.)






