L’AQUILA – Vincere nello sport, può sembrare una banalità, è sempre bello ed appagante. Ma lo è certamente di più quando non si è mossi dal desiderio di fare soldi o di diventare una star di fama internazionale, bensì dalla passione, dallo spirito di sacrificio, dalla voglia di emergere e di dimostrare a se stessi ancor prima che agli altri quanto si vale.
È la storia di Chiara Ciuffini, una di quelle toste, talento di Paganica (L’Aquila), che si è laureata campionessa ai Mondiali Amatoriali di Ciclismo Uwct a Trento lo scorso 22 Settembre.
Un’avventura indimenticabile che la giovane paganichese ha deciso di raccontare con una forte emozione ancora addosso ai microfoni di Abruzzoweb.
Innanzitutto ci racconti com’è andata la gara. Deve essere stata sicuramente dura vincere contro avversarie provenienti da ogni angolo del mondo.
Indubbiamente. C’erano diverse cicliste molto accreditate e il fatto di essere riuscita ad avere la meglio su di loro mi riempie di gioia e soddisfazione, sono davvero al settimo cielo.
Qual è stato il momento della corsa in cui ha iniziato a pensare che il sogno si sarebbe potuto tramutare in realtà?
Durante il tragitto della salita del Monte Bondone, lunga poco più di venti chilometri. Lì ho capito che se avessi dato tutto ciò che avevo in corpo avrei potuto realizzare l’impresa. D’altronde, è proprio in salita che riesco ad esprimere al meglio le mie potenzialità.
Il suo è un successo che parte da lontano e che è stato reso possibile grazie ad un amore verso questa disciplina sbocciato quasi per caso…
Proprio così. Tutto è nato nel 2009: poco dopo il tragico sisma mi ruppi il malleolo cadendo da cavallo e per recuperare dall’infortunio i medici mi consigliarono di usare la bicicletta come mezzo riabilitativo. Tuttavia dopo qualche mese iniziai a realizzare che essa stava diventando molto di più di una semplice “terapia”, si stava trasformando in una vera e propria passione, che cresceva ogni giorno di più.
Immaginiamo che da allora siano cambiati il suo stile di vita e le sue abitudini.
Assolutamente sì. I sacrifici sono tanti, a livello alimentare e non solo. Innanzitutto trascorro molte ore in bici, specie durante la stagione estiva. In inverno, invece, mi dedico anche alla piscina, alla palestra e all’alpinismo. Insomma, bisogna sudare parecchio, ma la fatica si annulla quando accanto hai delle persone speciali che ti aiutano a superare ogni ostacolo. A proposito, ci terrei a ringraziarle pubblicamente…
Prego. A chi si riferisce?
Si tratta della mia famiglia. Con essa ho condiviso i festeggiamenti per la vittoria di Trento e rappresenta la marcia in più per riuscire a raggiungere traguardi importanti, senza mi sentirei persa.
A distanza di oltre due settimane dal memorabile trionfo, avrà sicuramente dedicato un pensiero al suo futuro in sella. Che progetti ha in mente?
Di certo non intendo fermarmi, voglio continuare ad allenarmi con la stessa dedizione di sempre. Fra qualche giorno riprenderò la preparazione, il mio obiettivo è quello di partecipare alle principali Gran Fondo d’Italia come la Maratona delle Dolomiti e la Nove Colli.
E il Mondiale?
Un’esperienza da ripetere, ci sarò anche l’anno prossimo.
E pure in quella occasione, c’è da giurarci, Chiara darà del filo da torcere a tutte.






