CEPAGATTI – “Il Tar ha annullato la variante al Piano Regolatore Generale di Cepagatti (Pescara). Una variante che doveva essere il faro dello sviluppo della nuova Cepagatti, fatta votare in tutta fretta a ridosso della campagna elettorale, si è rivelata solo uno strumento di promesse elettorali”.

L’accusa arriva dagli esponenti di Rifondazione comunista, Corrado Di Sante, segretario provinciale, Walter Rapattoni, della segreteria provinciale, e Danilo Sborgia, del circolo di Cepagatti.

“All’epoca della votazione – accusano – avevamo fortemente contestato il metodo scelto per l’approvazione di tale variante. La votazione in blocchi non omogenei delle osservazioni era evidente che avrebbe portato all’annullamento”.

“L’incompetenza e la competizione elettorale alle porte – proseguono i tre membri Prc – hanno determinato il grave danno che oggi tutti i cittadini di Cepagatti si trovano a pagare. Le parole roboanti del sindaco Francesco Cola si sono risolte in una bolla di sapone”.

“Cepagatti – concludono – ha bisogno di un Piano Regolatore che sappia coniugare sviluppo urbano e tutela del territorio. È evidente che non può essere questa amministrazione a compiere una tale opera. Questo centrodestra è stato solo capace di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.