L’AQUILA – La candidatura di Giancarlo Silveri a sindaco dell’Aquila per il centrodestra, lanciata solo sei giorni fa, è già un’ipotesi tramontata, tanto che lo stesso manager della Asl avrebbe riferito ad alcune persone a lui vicine che la corsa per la fascia tricolore di primo cittadino non lo interessa più.
Problemi più tecnici che politici, anche se Silveri aveva confessato ad AbruzzoWeb che non era entusiasta di doversi confrontare con il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), già pronto ai blocchi di partenza, con o senza il Pdl.
Il fatto è che la posizione di direttore generale dell’Azienda sanitaria lo pone in una condizione di ineleggibilità e neanche le dimissioni immediate metterebbero Silveri al riparo dai paletti che pone il testo unico sugli enti locali.
La norma quadro del 2000, infatti, nel fissare le cause di ineleggibilità alla carica di amministratore locale, stabilisce che “il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario, in ogni caso, non sono eleggibili nei collegi elettorali nei quali sia ricompreso, in tutto o in parte, il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera presso la quale abbiano esercitato le proprie funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti la data di accettazione della candidatura”.
Calcolatrice alla mano i calcoli sono abbastanza semplici: la data per le amministrative viene fissata dal ministro dell’Interno in un periodo compreso tra il 15 aprile (che tra l’altro è una domenica) e il 15 giugno. L’accettazione della candidatura, invece, va fatta, al massimo, 30 giorni prima del voto. Poiché non si può escludere che le elezioni vengano fissate proprio la prima domenica utile, quella del 15 aprile, Silveri, per mettersi sicuramente al riparo dall’ineleggibilità, si sarebbe dovuto dimettere entro la metà del mese di settembre.
L’alternativa sarebbe quella di lasciare comunque la poltrona di manager, incrociando le dita sperando che il decreto ministeriale individui una data il più possibile vicina alla scadenza del 15 giugno: se le dimissioni arrivassero oggi, per esempio, Silveri sarebbe candidabile solo se le elezioni si tenessero da domenica 20 maggio in poi.
Decisamente troppo rischioso per il manager, che tra l’altro non potrebbe riacquisire il suo posto al vertice della Asl perché, nel frattempo, la Giunta regionale non può lasciare vacante un ruolo così importante per la sanità provinciale.
Ci sono anche alcune letture diverse dell’articolo del Tuel che disciplina tale materia, il 60, secondo cui l’ineleggibilità andrebbe rimossa 180 giorni prima della scadenza del mandato del sindaco, ma un parere tecnico rintracciabile sul sito della Provincia di Lecce parla chiaro: “un direttore generale, amministrativo o sanitario delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, qualora intenda partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo degli organi di un ente locale nel cui collegio elettorale ricada anche solo in parte l’azienda sanitaria da cui dipende, al fine di poter essere con un buon margine di sicurezza in una condizione di eleggibilità, dovrà interrompere l’esercizio delle funzioni in coincidenza con l’inizio della seconda metà del mese di settembre, precedente la scadenza elettorale”.





