L’AQUILA – “Proprio perché a fatica si trova l’unità stiamo valutando di scendere in campo con una lista nostra o altre liste”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb Carla Mannetti conferma l’indiscrezione diffusa da questo giornale di un possibile ingresso nella difficile partita elettorale del prossimo 11 giugno suo e di altri due nomi storici della coalizione: Giorgio De Matteis e Biagio Tempesta.
La Mannetti non lesina critiche alla governance aquilana della coalizione, “in un primo momento la palla era stata data alla dirigenza locale, adesso, visti i risultati e le spaccature, sta facendo Roma, anche con un sondaggio”.
Quanto ai suoi compagni di viaggio, “Con De Matteis c’è un percorso che parte nel 2012 (sostenne la sua campagna da sindaco, ndr), poi ci sono state diversità di vedute alle Politiche (Gdm andò da solo e a sorpresa, ndr), Tempesta è stato sindaco per due mandati ed è un riferimento del centrodestra, ogni volta che ci sono elezioni si sono fatte riflessioni con lui”.
L’ammonimento per i colleghi è forte: “L’obiettivo è sconfiggere il centrosinistra, la loro vittoria non è così scontata come si vuole far credere, c’è un vento di centrodestra a livello nazionale – rimarca – Mi dispiace constatare che non ci sia entusiasmo da parte di dirigenti locali e militanti”.
Forza Italia e Noi con Salvini hanno trovato l’accordo sul direttore dell’emittente Laqtv, Luca Bergamotto: “Ha un passato in Forza Italia, ora svolge una professione che non gli ha consentito di schierarsi, ma non vedo coesione – rileva la Mannetti – Pierluigi Biondi non mi pare che abbia aderito alla proposta, questo mi spaventa”.
Critiche anche al capogruppo uscente e vice presidente regionale, Guido Liris: “Non capisco la scelta di tirarsi indietro, era la persona giusta, il partito era compatto” e se punta alle Regionali 2019 “questi ragionamenti non li accetto”.
Infine un chiarimento, la Mannetti non è dalfonsiana: “Faccio politica da vent’anni, con Alleanza nazionale, poi ho lavorato con ruoli tecnici, capo di gabinetto con Giovanni Pace e direttore Trasporti con la Giunta Chiodi – ricorda – ho lavorato bene con Luciano D’Alfonso per un anno portando avanti i progetti cominciati con Giandonato Morra, perché c’era un contratto: non ho commesso nessun delitto”. Alberto Orsini





