L’AQUILA – “Un’ambizione personale di rappresentare un modo diverso di amministrare all’interno della città dell’Aquila” ma non a ogni costo perché “la politica arriva fino a un certo punto e l’amicizia è un valore prioritario, così come la lealtà”.
Queste le coordinate in cui, come emerge dall’intervista ai microfoni di AbruzzoWeb, si muove Pierluigi Biondi, 42 anni, ex primo cittadino di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), tra i papabili candidati sindaco del centrodestra, nella rosa che verrà portata nel tavolo nazionale.
Tradotto in soldoni, per lui ci sarà, sì, la corsa alla candidatura, anche contro altri di centrodestra se non si troverà la sintesi, ma non qualora il prescelto sia l’attuale capogruppo e vice coordinatore regionale Guido Liris, amico di Biondi dai tempi della politica giovanile, smentendo una versione diffusa che lo vorrebbe in campo a ogni costo con il solo scopo minimo e garantito di sedersi in Consiglio.
“Un’accusa sciocca”, per Biondi, perché “chi lo dice non conosce bene i sistemi elettorali né la complessità della captazione del consenso. Nel 2012 chi ha fatto corse in solitaria è entrato in Consiglio con voti tra i 1.900 e i 2.500 – ricorda – farlo con due liste significherebbe mettere dentro candidati che debbono portare 60-70 voti a testa, qualcosa di molto complicato”.
Bocciate le primarie richieste dai salviniani di Luigi D’Eramo, che “non è un antico nemico, eravamo schierati su correnti differenti ma ci siamo sempre rispettati”. Le pre-consultazioni, a suo dire, “dovrebbero riguardare tutti quelli che non si riconoscono nel Pd” ma “rischiano di essere ancora più divisive e apparire ai cittadini come un ulteriore elemento di confusione”.
Chi c’è con Biondi? Non, come si pensava inizialmente, Casapound, che in una nota ha annunciato la corsa solitaria, e infatti “c’è stato dialogo, apprezzo il lavoro che fanno, ma hanno un’impostazione rigida per cui non ci sono margini di apertura”.
C’è, invece, Fratelli d’Italia, “della cui leader, Giorgia Meloni, non è un mistero io sia amico di lunga data”. No, infine, a Forza Nuova, “esiste un responsabile ma non credo abbiano la struttura per costituire una lista”.
Si tratta, insomma, di “un gruppo non del tutto collocabile politicamente, un’avventura nata grazie alle sollecitazioni di un gruppo di persone cui ci siamo trovati e confrontati, verificando la praticabilità di questa offerta politica. È evidente che è nell’ambito del centrodestra, vengo da una tradizione di Alleanza nazionale”.
Come si chiamerà? Al momento il nome ce l’ha un evento, “Benvenuto presente”, che si svolgerà venerdì 3 marzo all’auditorium dell’Associazione costruttori (Ance), “non un politico che arringa la folla, ma un confronto con la società civile e con persone che in alcuni ambiti ne sanno più di me e da cui spero di avere spunti”. Chissà che non diventi quello anche il nome della sua coalizione.






