L’AQUILA – Non è una bufala, l’ipotesi di un centro per migranti nella frazione dell’Aquila di Sant’Elia, anche se non si concretizzerà: nella ex struttura alberghiera “Villa delle Rose-Il fienile” sono stati, infatti, eseguiti dei sopralluoghi per verificare la fattibilità dell’accoglienza di 25 migranti, 3 mesi fa.
Lo conferma, interpellato da AbruzzoWeb, Paolo Pietro Giorgi, coordinatore del Movimento Celestiniano e presidente della Fraterna Tau Onlus, che accoglie 137 persone in città ma che si dice anche “contrario a questo modello”, in risposta al sit-in di sabato scorso da parte dei cittadini della frazione aquilana, che hanno avviato una raccolta firme, a oggi non sospesa, per mostrare la propria contrarietà all’apertura di un nuovo centro.
Oggi la possibilità è stata smentita ufficialmente in una nota della prefettura dell’Aquila.
Sul tema si è scatenato il dibattito politico: la protesta popolare è stata sostenuta dal centrodestra con esponenti di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini mentre dopo la smentita dell’ufficio del governo hanno parlato apertamente di “bufala” e “fake news” i consiglieri del centrosinistra, oltre a ex amministratori scatenati sui social.
“È vero, 3 mesi fa abbiamo svolto il sopralluogo nella struttura per vedere se poteva essere idonea, e lo era, l’avevamo scelta per ospitare 25 tra donne e bambini che oggi si trovano in via Raffaele Paolucci, in un’ottica di miglioramento delle condizioni di chi ci è stato affidato – spiega Giorgi – Abbiamo avuto un incontro con i ‘vicini’ e, notando il loro timore, abbiamo deciso di tornare sui nostri passi: non vogliamo combattere contro il territorio, questo deve essere chiaro”.
La notizia si è sparsa comunque in paese tramite passaparola e, a distanza di qualche mese alcuni residenti hanno voluto fare chiarezza. “A quell’incontro ne è seguito un altro con due persone che, spaventate, si sono presentate da noi per chiedere informazioni – aggiunge Giorgi – Li abbiamo tranquillizzati spiegando che il trasferimento non sarebbe avvenuto, ma evidentemente non è bastato”.
Durante l’assemblea cittadina di sabato, sono volati, secondo il presidente della Fraterna Tau, giudizi negativi e diffamatori, a cui darà riposta immediata.
“Hanno accusato il Movimento Celestiniano e la Onlus di fare business sui migranti e per questo intendo agire per vie legali, qualcuno ha parlato a vanvera contro di noi, sui soldi, su padre Quirino Salomone: adesso basta, non sopportiamo più queste angherie – prosegue – La nostra è un’organizzazione che fa del bene in questa città, le persone che ci hanno insultato saranno querelate”.
Sul possibile arrivo di altri migranti Giorgi non lascia spazio a dubbi e interpretazioni: “Se il Governo o la Chiesa ce lo chiederà, ne ospiteremo altri. La nostra missione è quella di servire chi ha bisogno, non rinunciamo al nostro compito – dichiara – e nonostante non siamo favorevoli a questo sistema di accoglienza, perché crediamo non risolva il problema, pensiamo che tutti abbiano il diritto di mangiare bere e dormire”.
Al momento l’associazione accoglie 100 persone in via Roma, 25 in via Paolucci e 12 in una villetta dietro l’ex Onpi: “Pochi i richiedenti asilo, un 60-70 per cento sono qui per motivi umanitari – conclude – e noi non possiamo lasciarli in strada”.
I consiglieri di centrosinistra Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, Americo Di Benedetto, Stefano Palumbo, Stefano Albano ed Elia Serpetti, in una nota scrivono: “La Prefettura smentisce ufficialmente il presunto caso di imminente apertura di una struttura di accoglienza per migranti, nella frazione di Sant’Elia, di cui, nelle ultime ore, si è tanto discusso”.
Puntano, poi il dito, contro alcuni consiglieri della maggioranza che secondo loro, avrebbero “confezionato ad arte il caso”, o comunque “lo avrebbero chiaramente cavalcato”: “consiglieri che si ostinano a proseguire a colpi di mera campagna elettorale la loro attività, anche tre mesi di distanza dall’insediamento. Si premurano di esasperare, o addirittura provocare, l’allarmismo sociale su temi inesistenti e dimenticano di aver appena approvato, acriticamente, in Consiglio, le linee programmatiche per il mandato amministrativo, accettando che tale significativo atto di indirizzo ed impegno politico, fosse del tutto privo di ogni riferimento ai pur numerosi ed indefettibili temi delle politiche sociali”.
“Con ciò, come la minoranza ha diffusamente argomentato in aula nel Consiglio del 12 settembre scorso, ci si sottrae al doveroso confronto politico sulle principali questioni che dovrebbero impegnare l’azione amministrativa – proseguono – Il risultato che si ottiene è quello di impedire alla cittadinanza, nel suo complesso, di essere informata sulle scelte che orienteranno la politica e di poter operare, anche attraverso i suoi rappresentanti in Consiglio, quel controllo che è necessario al buon funzionamento di ogni organismo democratico”.
“Il confronto diventa, per tale strada, selettivo ed autoreferenziale: si scelgono gli interlocutori a cui rivolgersi, i media da informare, gli ambienti in cui incontrarsi, le categorie a cui prestare ascolto, avendo cura di scegliere sempre quelle da cui ottenere solo applausi – conludono – L’esatto opposto della democrazia”.





