L’AQUILA – Approderà in Consiglio comunale il documento a firma del consigliere Enrico Perilli, portato in commissione Ambiente e territorio ieri pomeriggio e votato all’unanimità, che dice no all’iter autorizzativo della centrale a biomasse di Bazzano (L’Aquila), che dovrebbe essere realizzata dall’azienda Futuris Aquilana.

Nel documento si stabilisce che il sindaco Massimo Cialente a la Giunta chiedano alla Regione la convocazione di una conferenza interistituzionale con ulteriori enti coinvolti e di predisposizione di una verifica approfondita e definitiva della procedura che ha portato all’autorizzazione dell’ente per la costruzione dell’impianto.  
 
Alla Regione spetterà il compito di convocare la conferenza dei servizi, alla quale parteciperanno anche Provincia, Comune, Asl, Arta, Parchi, Beni separati Corpo forestale dello Stato e il nucleo indistriale.
 
Il documento, oltre che al primo cittadino, si rivolge, con un emendamento bipartisan a firma dei consiglieri Antonello Bernardi (Pd) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), anche al Consorzio per lo sviluppo del nucleo industriale al quale viene chiesto di riconsiderare l’assegnazione dei terreni dove dovrebbe sorgere la centrale, anche in base ai pareri dati dall’Ente di bacino e dal Genio civile, circa il rischio alluvionale dell’area. 
 
In aula è stata data la parola sia ai comitati cittadini, con l’esperto Gabriele Curci, sia alla ai vertici della Futuris, rappresentata da Antonio Nidoli, che ha confermato l’installazione di due centraline per la qualità dell’aria: la prima a terra, la seconda sul camino, entrambe collegate all’Arta. 
 
Nidoli si è mostrato determinato nell’intenzione di andare avanti, anche se il primo stop potrebbe venire proprio dal Tar il prossimo 6 novembre. In quella data, infatti, il tribunale amministrativo regionale si pronuncerà sul ricorso inoltrato da un’associazione che si oppone alla realizzazione dell’impianto. Fino a quel momento, il cantiere rimarrà fermo.