L’AQUILA – Si tiene il 18 aprile in tribunale il processo a carico di un automobilista,  Marino Gianfrancesco, con accuse di omicidio stradale  colposo tutte da provare a causa della complessità della dinamica della tragedia, in seguito alla morte di un giovane motociclista marchigiano, Giulio Mestichelli avvenuta il 2 agosto del 2020. Lo schianto ci fu sulla Sp 86 del Vasto da Assergi verso Campotosto non lontano da San Pietro della Ienca (L’Aquila).

Secondo una ricostruzione dei fatti della Procura il motociclista, uscito da una curva, si  sarebbe trovato di fronte il fuoristrada guidato dall’imputato. Mestichelli avrebbe perso il controllo della sua motocicletta  per poi scontrarsi con altra moto che stava sopraggiungendo e trovando la morte. Il conducente di quel mezzo è stato scagionato.

Per contro, secondo il pm, la manovra dell’imputato è collegata alla tragedia nel senso che si sarebbe immesso  sulla strada “contravvenendo alla segnaletica orizzontale, certamente poco visibile, ma di cui era a conoscenza, stante il fatto che percorreva abitualmente quella strada, non concedendo la precedenza ai veicoli che procedono da destra come da regola generale”.

Qualora egli si fosse diretto verso Assergi (manovra permessa) anzichè verso Campotosto (manovra vietata) “avrebbe evitato di generare una turbativa di guida per Mestichelli e l’incidenta stradale non si sarebbe verificato”.

Fin qui le accuse che saranno contestate dall’avvocato di fiducia dell’accusato, Enzo Cacio del foro aquilano. Secondo la difesa  la perdita del controllo del mezzo della vittima si sarebbe verificata per cause non riconducibili all’imputato.