CELANO – Due vicini di casa si sono tolti la vita impiccandosi a poche ore di distanza l’uno dall’altro a Celano (L’Aquila).

Si tratta del noto avvocato Pietro Finucci, di 61 anni, e del giovane Antonio Milone di 36, dipendente della Hydro.

Alla base dei drammatici gesti, scollegati tra di loro, sembra ci siano storie di solitudine e di disperazione familiare.

Finucci, che viveva da solo, da un po’ di tempo, racconta chi lo conosceva bene, soffriva di forme di depressione in seguito alla morte della madre. Era rientrato a casa verso mezzanotte e intorno all’una ha deciso di farla finita, come ha rilevato il medico legale.

Alle 13.30 la sorella lo aveva chiamato più volte per invitarlo a pranzo ma non aveva ottenuto risposta. Qualche ora dopo, insospettita dal silenzio del fratello, è andato a trovarlo e ha fatto la macabra scoperta.

Stessa sorte toccata al padre di Milone che ha trovato il figlio che si era suicidato da pochi minuti nel magazzino dell’abitazione e ha provato a soccorrerlo senza riuscirci.

Il 36enne aveva fatto colazione con lui intorno alle 7 e poi si era allontanato in direzione della casa dove viveva con la moglie, dalla quale si stava separando. Arrivato nel suo appartamento con freddezza ha chiuso il cancello e staccato la luce per mettere in atto il suo intento senza essere disturbato.

Il genitore aveva intuito qualcosa e lo ha seguito, ha scavalcato la recinzione e si è trovato davanti l’orrenda scena.

Sulle due vicende stanno indagando i carabinieri della stazione di Celano. Pierluigi Biondi