L’AQUILA – Entra nel vivo la corsa alla presidenza della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia che potrebbe essere sbloccata dopo mesi e mesi in cui la fusione tra L’Aquila e Teramo, prevista dalla riforma nazionale, è rimasta al palo.
Mentre si consuma a suon di diffide e richieste di risarcimento danni la guerra legale tra i due presidenti uscenti della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, e dell’ente teramano, Gloriano Lanciotti, e in attesa della firma dell’assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, del decreto per la formazione del nuovo consiglio camerale – firma attesa a giorni – si consuma tra le associazioni di categoria la guerra delle poltrone: e parte il toto nomi per individuare il nuovo presidente che prenderà la guida dell’ente camerale unificato. Tutto un gioco di equilibri.
Secondo i vecchi accordi del 2016, anno di rinnovo della presidenza aquilana, la guida della Camera di commercio spetterebbe a Confindustria, in virtù del cosiddetto “patto dell’ossobuco”, stretto in una cena goliardica tra gli allora vertici degli Industriali e della Confcommercio, che avrebbe garantito la riconferma di Santilli alla guida della Camera di commercio aquilana per un altro quinquennio in cambio del turnover, al momento della scadenza del mandato, con la nuova presidenza affidata a Confindustria.
Una vecchia alleanza che andrà necessariamente rivista alla luce dell’unificazione dei due territori: nella delibera di adesione all’unificazione viene, infatti, individuata L’Aquila come sede principale della Camera del Gran Sasso, mentre la presidenza, al primo mandato, spetterebbe a Teramo.
A contendersi la guida dell’ente sarebbero, dunque, Confindustria e Confcommercio, le due associazioni numericamente di maggior peso, che avranno anche più seggi in seno al consiglio.
Ma anche la Cna e l’Ance premono per un posto in giunta, se non per la presidenza. Una partita ancora tutta aperta, con lo scacchiere in continua evoluzione. Se la presidenza dovesse andare a Confindustria Teramo, quasi sicuramente la vice presidenza sarà appannaggio di Confcommercio L’Aquila.
Dietro, preme l’Ance, che punta a piazzare uno dei suoi. Ma vediamo volti e profili di tutti i papabili.
GLORIANO LANCIOTTI: attuale presidente della Camera di commercio di Teramo e direttore della Cna di Teramo, è uno dei più accreditati per assumere le redini della Camera del Gran Sasso, forte dei risultati portati a casa che lui non perde occasione di rivendicare, soprattutto nella critica a Santilli: oltre un milione di euro di finanziamenti indiretti alle imprese solo nel 2019, 150mila euro di finanziamenti indiretti, quale contributo alle imprese mediante abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti bancari di finanziamenti indiretti alle imprese, 84mila euro di contributi per le start-up femminili, oltre 300mila euro per le attività economiche del cratere sismico 2016-2017, quasi 80mila euro per incentivare il turismo e 160mila euro per progetti di promozione economica e una serie di operazioni agevolative per accompagnare la rinascita delle aziende colpite dal sisma. Dalla sua ha il sostegno di buona parte del mondo imprenditoriale teramano. Se non dovesse spuntarla, avrebbe garantita la poltrona della vice presidenza.
LORENZO SANTILLI: attuale presidente della Camera di commercio dell’Aquila, ex rappresentante Confcommercio, è uno dei grandi esclusi anche se non è detta l’ultima parola fino alla fine. Il suo secondo mandato è stato un crescendo di polemiche e di attacchi da parte delle associazioni di categoria, che lo hanno pubblicamente accusato, in particolare Cna e Api, “di eccessivo autoritarismo e scarsa condivisione delle scelte”. E’ finito nella bufera, tra le altre cose, per il mancato pagamento dei pastori per la partecipazione alla Rassegna ovini, per la mancata organizzazione dell’evento nel 2018 e per l’assenza di iniziative nell’anno del sessantennale della mostra mercato degli ovini e del decennale del sisma. Il pressing delle associazioni è stato tale da convocarle tutte, a dicembre, per stabilire la ripartizione delle somme da stanziare per il 2020. Non verrà ricandidato da Confcommercio da cui si è dimesso a luglio scorso, a causa di un contenzioso economico. Le sue dimissioni sono state ratificate ad ottobre. Se non dovesse andare in porto l’unificazione delle due Camere, le associazioni di categoria sono pronte a chiederne le dimissioni.
CESARE ZIPPILLI: presidente di Confindustria della provincia di Teramo, è in pole position per agguantare la guida della Camera di commercio del Gran Sasso. Se l’accordo tra Confindustria e Confcommercio verrà rispettato sarà lui a salire sul carro del vincitore, in quanto la presidenza passerà automaticamente a Confindustria e, per territorialità, a Teramo. Uno scettro che Zippilli si contende con Lanciotti. Se Zippilli sarà il nuovo presidente della Camera Gran Sasso, la vice presidenza potrebbe andare all’Aquila, con uno scenario a tutto campo che vede in lizza nomi come il direttore regionale della Confcommercio Celso Cioni, portato da Santilli, Gianni Frattale, ex presidente Ance, anche lui amico di vecchia data dell’attuale presidente della Camera aquilana, ed Ettore Barattelli, in quota Ance come past-president.
CELSO CIONI: la vice presidenza della Camera del Gran Sasso potrebbe essere la sua, anche se Cioni non ha fatto mistero di ambire anche alla carica numero uno dell’ente. Braccio destro di Santilli, a cui è legato da un’amicizia ultraventennale e da un percorso in Confcommercio che ha portato entrambi alla scalata nel mondo dell’associazionismo, è andato in pensione un anno fa e mantiene attualmente solo la carica pro-tempore di direttore regionale della Confcommercio ed è consigliere camerale. Fu lui tra i protagonisti dell’accordo dell’ossobuco per ganarntire la riconferma di Santilli, già in bilico dopo la scadenza del primo mandato. GIANNI FRATTALE: ex presidente dell’Ance, è uno dei nomi affincati più spesso all’attuale presidente aquilano. In quota ai costruttori, che potrebbe indicarlo per un posto in giunta, è già nell’attuale consiglio e, come Cioni, risulta nella rosa dei papabili. I numeri dell’associazione di riferimento, in seno al nuovo consiglio, non lo danno per possibile presidente, ma in caso di alleanze e apparentamenti dell’ultim’ora, potrebbe anche contendersi la carica di vice presidente o, al più, un posto in giunta.
ETTORE BARATTELLI: anche lui ex presidente dell’Ance, rappresenta il secondo nome legato all’associazione costruttori, insieme a quello di Frattale. Entrambi si contendono il posto che l’Ance occuperà in seno alla nuova Camera del Gran Sasso con la possibilità di agguantare anche la vice presidenza. Barattelli si è dimesso dall’Ance in seguito ad una sentenza di condanna in primo grado nell’ambito di un appalto per la ricostruzione, ma il suo nome resta comunque tra i più accreditati anche per il seguito che il balsonato imprenditore, erede di una delle più note famiglie di costruttori abruzzesi, riscuote. Ma la questione giudiziaria ancora aperta potrebbe essere un argomento valido per i suoi avversari.
EZIO RAINALDI: delegato di Confindustria L’Aquila e di Confindustria regionale alla ricostruzione, Rainaldi potrebbe rappresentare la vera sorpresa. Entrato da pochissimo in un consiglio camerale al termine, è considerato l’uomo forte di Confindustria L’Aquila e si contende la presidenza con Zippilli. Se dovesse andare a Teramo, la spunterebbe quest’ultimo, ma se si opterà per una presidenza aquilana, il candidato numero uno potrebbe essere proprio Rainaldi. Rampollo dell’omonima famiglia di imprenditori e nipote dell’ex storico presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Giorgio Rainaldi, nell’ultimo periodo ha guadagnato punti portando avanti un’accesa battaglia sulla restituzione delle tasse sospese alle aziende, dopo il sisma del 2009, ed è entrato come delegato alla ricostruzione nella segreteria di Confindustria Abruzzo.
MARCO FRACASSI: attuale presidente regionale di Confindustria Abruzzo, eletto nei mesi scorsi, come unico candidato in corsa, è anche vice presidente della Camera di commercio dell’Aquila. Ex presidente di Confindustria L’Aquila, spesso al centro delle critiche per una gestione tutt’altro che da incorniciare ed anche per i troppi incarichi concentrati sulla sua persona. Non correrà per la nuova Camera, anche in virtù del ruolo importante che lo vede a capo degli Industriali abruzzesi. In rotta di collisione ormai da tempo con l’attuale presidenza di Santilli, non ha fatto mistero di non condividerne le scelte dell’ultimo periodo. Fracassi sostiene le candidature di Zippilli e Rainaldi. (Red.)





