L’AQUILA – “Si prevedono fuoco e fiamme”.

Ha commentato così il sindaco milanese del Comune di Segrate, Adriano Alessandrini, poche ore prima del vertice che si è tenuto ieri in serata a Castelnuovo (L’Aquila), per discutere con la popolazione locale gli scenari futuri dopo che un incendio colposo, forse nato per incuria, si è portato via il centro polifunzionale da un milione di euro che i lombardi avevano costruito nel post-terremoto.

“Lo ricostruiremo? Può essere – apre Alessandrini – ma non alle stesse condizioni dell’altra volta, quando io e i tecnici rinunciammo alle vacanze in Sardegna per aiutare dopo il sisma ed eravamo qui a lavorare da soli e nel disinteresse, aiutati solo da un paio di persone”.

“Non dico tutto il paese – prosegue – ma se stavolta ricostruiamo la struttura distrutta voglio vedere quasi tutti coinvolti e al lavoro. Ci vuole una presa di coscienza collettiva, se la gente di Castelnuovo si sveglia, anche se si sono bruciati tempo e soldi non sarà stato invano”.

Subito dopo il rogo, il primo cittadino era stato interpellato da AbruzzoWeb e si era sfogato mostrando tutta la sua amarezza per la fine dei sacrifici e degli sforzi di associazioni, parrocchie ed enti della sua comunità.

Alessandrini aveva anche chiamato direttamente in causa il sindaco di San Pio delle Camere, Francesca D’Andrea, parlando di lentezza nel dirigersi nella zona dell’incendio ed evocando anche l’incuria e il disinteresse come cause scatenanti del rogo.

La riunione è in corso in queste ore e andrà avanti fino a tarda notte. Non si escludono colpi di scena. (alb.or.)

IL RACCONTO DI UN NOSTRO LETTORE

 

Intanto, sul rogo di Castelnuovo abbiamo ricevuto un contributo da un nostro lettore, Alessandro Gioia, che, come un vero e proprio citizen journalist, armato solo di taccuino e di curiosità, è andato a Castelnuovo il giorno dopo l’incendio a vedere come stavano le cose.

Emerge un quadro da cui si capisce che forse non tutti, al paese, erano innamorati del centro, che pure è una struttura di pregio, e nascono pesanti dubbi sulla lentezza di certi iter e procedure seguite.

IL RACCONTO DEL NOSTRO LETTORE di Alessandro Gioia

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