CASTEL DEL MONTE – Hanno provato sulla loro pelle cos’è l’inverno aquilano. Spalare la neve per liberare le strade del paese, quella neve che non avevano neanche mai visto in vita loro.

I 15 ragazzi africani che hanno vissuto per 8 mesi a Castel Del Monte (L’Aquila) hanno lasciato un pezzo di cuore nel paese ai piedi del Gran Sasso, e anche un buon ricordo di loro agli abitanti del borgo, che li hanno accolti e sostenuti.

Sono arrivati a settembre dello scorso anno dal Mali (12 ragazzi) e dal Ghana (3), i ragazzi richiedenti asilo ospitati nel Centro di accoglienza gestito dall’Arci dell’Aquila.

Sono andati via da poco, lasciando un bell’esempio di integrazione e reciproco sostegno con il paese. Perché non hanno solo “preso”, hanno anche “dato”.

“Il coinvolgimento è stato anche di natura economica. Ci sono collaborazioni attive con alcune attività del paese – spiega Andrea Salomone, coordinatore dei progetti di accoglienza Arci L’Aquila – Abbiamo attivato convenzioni con il bar per le colazioni, così come con il caseificio per lo yogurt, con il forno per il pane, poi con la casa di riposo per anziani per il vitto, e anche con la farmacia”.

“Insomma, è stato importante far diventare il centro – spiega ancora – anche un’opportunità per il paese. Basti pensare che due ragazzi di Castel del Monte sono stati assunti per lavorare al centro, uno come insegnante di italiano e un altro ragazzo per il sostegno nelle attività”.

Nei mesi passati nel borgo i ragazzi sono stati impegnati quotidianamente in diverse attività.

Tre giorni a settimana corso italiano nella biblioteca messa a disposizione dal Comune, attività fisica nella palestra, una specie di piccolo palazzetto dello sport che si trova nel paese. Inoltre una volta a settimana i 15 prendevano l’autobus per L’Aquila per la seduta con la psicologa nella sede dell’Arci.

“In tutto questo periodo – aggiunge Salomone – hanno collaborato anche alla quotidianità del paese: nella grande nevicata di quest’inverno si sono armati di pale e hanno pulito le strade. Tante le attività svolte anche insieme ai giovani del borgo, con cui si sono organizzati tornei di biliardino e cene in pizzeria”.

I fondi a disposizione, per ogni richiedente asilo, sono circa 30 euro al giorno. spiega: “Ogni ragazzo ha un ‘pocket money’ di 2,50 euro al giorno, che può usare come vuole, ad esempio per la ricarica del cellulare. Poi ci sono i soldi per il vitto, circa 5-6 euro al giorno che vengono dati nel nostro caso alla casa di riposo che eroga i pasti. Per quanto riguarda l’alloggio, c’è una struttura che è stata messa a disposizione dal Comune”.

Il Centro di Castel del Monte è una struttura che si occupa della prima accoglienza.

Grazie alla buona esperienza di questi mesi, dal 18 aprile entrerà ufficialmente mel progetto Sprar ‘Battiti di Integrazione’ del Comune dell’Aquila, che gestisce una fase successiva alla prima accoglienza e viene coordinato direttamente dal ministero. L’Arci ad oggi gestisce, oltre al centro di Castel del Monte, anche una struttura a Pizzoli (L’Aquila) con 15 posti e altri 21 posti Sprar in alcuni alloggi all’Aquila.

L’ultima immagine, quella che accompagna i ricordi di chi ha avuto modo di partecipare all’esperienza degli 8 mesi nel borgo aquilano, è di un compleanno particolare.

“Alla casa di riposo, durante un pranzo, in occasione del compleanno di uno dei ragazzi africani, tutti gli anziani hanno cantato “tanti auguri””, conclude Salomone.