CHIETI – “Non c’è alcuna emergenza rifiuti, la situazione è assolutamente sotto controllo. L’ho detto in Consiglio regionale e lo ribadisco senza paura di essere smentito. A Pescara non c’è un sacchetto di immondizia fuori posto, semmai ce n’è in qualche comune della provincia che, insieme ad Ambiente spa, questa emergenza vuole contribuire a crearla”. 

Le parole sono dell’assessore regionale teatino Mauro Febbo, oggi in Consiglio regionale dove si sta trattando il problema di dove smaltire i rifiuti del Pescarese con la chiusura della discarica di Colle Cese a Spoltore (Pescara).

È di ieri la richiesta di 46 sindaci del Pescarese di smaltire a Chieti i rifiuti, nonostante la discarica teatina di Casoni sia stata individuata come la terza eventuale possibilità di smaltimento dopo Sulmona (L’Aquila) e Cupello (Chieti). 

Il problema è che smaltire i rifiuti del Pescarese nella discarica di Casoni sarebbe molto meno oneroso rispetto alle altre possibilità, vista la vicinanza territoriale. Dunque, forse, più che emergenza ambientale si potrebbe trattare di emergenza economica. Ma questo è un altro discorso. 

Nel frattempo da Chieti il no ai rifiuti pescaresi è netto. Non li vuole il centrosinistra, il primo a denunciare la possibilità dell’arrivo di nuovo pattume, non li vuole il centrodestra, che dopo il pressing istituzionale è riuscito nel far slittare all’estate un conferimento che nel frattempo potrà trovare diverse altre soluzioni, e, soprattutto, non li vogliono i residenti dell’area in cui si trova la discarica, già penalizzati dalla sua presenza. (ar.ia.)