L’AQUILA – Il tribunale del Riesame, come è noto, ha confermato nei giorni scorsi il sequestro del telefonini e del pc dell’assessore regionale marsicano Mario Quaglieri. Ora, però, si attendono le motivazioni che hanno un loro peso ai fini dello sviluppo delle indagini e, a detta della difesa, possono cambiare lo stesso esito dell’inchiesta; anche se nulla toglie alla Procura la possibilità di andare dritta per le proprie convinzioni osteggiate dalla difesa in quanto l’avvocato dell’indagato, Carlo Polce, del Foro di Avezzano (L’Aquila) ha sempre sostenuto la correttezza del suo assistito definendo il caso “un abbaglio giuridico”. E si presume che non sia impensabile un ricorso in Cassazione contro la conferma del sequestro.
Quaglieri è coinvolto in un’inchiesta della Procura dell’Aquila con ipotesi che vanno dalla falsità in atti d’ufficio all’abuso d’ufficio in concorso. L’ex sindaco di Trasacco ha le deleghe a Bilancio e Sport. Nel corso di una perquisizione nella sua abitazione marsicana e in alcuni uffici di Avezzano e del capoluogo di regione, i carabinieri e la finanza hanno prelevato il cellulare di servizio, diversi atti (anche su supporti informatici) e pc.
Al decreto di sequestro probatorio si è opposto Polce, che ha chiesto al Riesame la restituzione del materiale. Nell’ambito delle indagini, un avviso di garanzia, per abuso d’ufficio, è stato consegnato a Lucia Di Lorenzo, imprenditrice di Avezzano, titolare della casa di cura Di Lorenzo nella città marsicana, nei cui ambulatori Quaglieri esercita la professione di medico chirurgo.
Due i provvedimenti al centro dell’inchiesta: il primo del 30 agosto dell’anno scorso riguarda il rinnovo dell’accreditamento alla casa di cura privata Di Lorenzo; l’altro del 28 dicembre con cui l’esecutivo Marsilio ha varato l’assegnazione di budget alta specialità a sette strutture sanitarie private (20 milioni), tra le quali la Di Lorenzo. Per l’accusa, Quaglieri doveva astenersi nel momento in cui sono stati varati i provvedimenti che hanno riguardato anche la società Nova Salus srl, di cui la Di Lorenzo fa parte, da cui il medico trasaccano ha percepito il 95% dei redditi dichiarati.




