L’AQUILA – “Le esigenze probatorie appaiono ragionevoli e e congruenti con gli elementi rappresentati, In particolare occorre verificare sui dispositivi in uso a Quaglieri se vi siano stati contratti tra  il ricorrente e la casa di cura Di Lorenzo in prossimità  della approvazione delle delibere favorevoli a quest’ultima, se siano circolate delle bozze o vi siano state pressioni della casa di cura riguardanti i tempi e il quantum delle liquidazioni in favore della clinica.  Tali elementi non possono infatti ritenersi meramente congetturali trovando parziale fondamento nelle già evidenziate criticità soprattutto della delibera del 28 dicembre 2023″.

Queste le motivazioni, riportate dal Messaggero,  con le quali il Riesame dell’Aquila ha respinto il ricorso dell’assessore regionale al bilancio, Mario Quaglieri, di Fdi, contro il sequestro di pc e telefonino disposto nell’inchiesta  della procura della Repubblica del capoluogo regionale per ipotesi di reato che vanno dalla falsità in atti d’ufficio all’abuso d’ufficio in concorso. Il ricorso è stato presentato dall’avvocato Carlo Polce il quale aveva dichiarato di attribuire grande rilievo  a quelle che sarebbero state le motivazioni. Lo stesso legale aveva definito l’indagine “un abbaglio giuridico”.

“Emerge”, si legge ancora nell’ordinannza, “che l’indagato pur svolgendo l’incarico di assessore regionale lavorava in regime libero professionale per la clinica Di Lorenzo. dalla quale percepiva circa il 96 per cento dei redditi  come documentato dal pm. Tale indicatore appare idoneo a ritenere una  dipendenza economica della attività lavorativa di Quaglieri dalla casa di cura Di Lorenzo. in ragione della loro provenienza in porzione quasi totalitaria da un unico soggetto della gran parte dei redditi da lavoro. Situazione che determina almeno un conflitto di interessi da parte dell’assessore regionale intendendosi come tale una situazione in cui un interesse privato (anche non economico) interferisce o potrebbe tendenzialmente interferire con la capacità del dipendente ad agire in conformità con gli interessi dell’ente.  Ciò anche in considerazione del fatto che egli stesso è destinato a percepire parte delle somme devolute alla casa di cura della quale è creditore per le prestazioni erogate nell’anno di riferimento. Pertanto deve ritenersi che Quaglieri abbia, nel caso specifico, violato la regola comportamentale di legge. Dagli appunti sulla copia della delibera agli atti emerge che la stessa aveva o oggetto solo la posizione della clinica Di Lorenzo priva di copertura e inserita all’ordine del giorno con modalità non ordinarie per volontà dell’assessore. In particolare sul frontespizio della delibera si leggono gli appunti a mano “segnalata da assessore senza motivazione”; “non è coperta”.

L’ex sindaco di Trasacco (L’Aquila), recordman di preferenze con circa 12mila voti alle elezioni del 10 marzo scorso, è al centro di un presunto conflitto di interessi visto che il politico, dal 2019, ha svolto contestualmente la professione di medico chirurgo con contratto di consulenza per cliniche private della Marsica e il ruolo di consigliere regionale e presidente della commissione sanità, dal 2019 al dicembre del 2022, e poi di assessore regionale al bilancio, al posto di Guido Liris, eletto senatore, carica nella quale è stata rinominato dopo la storica conferma del centrodestra alle recenti elezioni.

Coinvolta nella inchiesta per abuso d’ufficio anche Lucia Di Lorenzo, imprenditrice di Avezzano (L’Aquila), titolare della casa di cura privata Di Lorenzo nella città marsicana, nella quale Quaglieri esercita la professione di medico chirurgo. Il legale di Quaglieri, l’avvocato Carlo Polce, del foro di Avezzano (L’Aquila), che aveva definito la inchiesta “un abbaglio giudiziario”, ha spiegato che in merito al pronunciamento del Riesame non era importante il verdetto ma le motivazioni che sono attese nei prossimi giorni.

Due i provvedimenti votati da Quaglieri, medico e politico molto stimato, su cui si baserebbe l’accusa: il primo del 30 agosto dell’anno scorso riguarda il rinnovo dell’accreditamento da parte della Giunta regionale alla casa di cura privata Di Lorenzo; l’altro del 28 dicembre con cui l’esecutivo regionale guidato dal presidente, Marco Marsilio, di FdI, ha varato l’assegnazione di budget di 20 milioni di euro pre prestazioni di alta specialità a sette strutture sanitarie private, tra le quali la Di Lorenzo, per abbattere il fenomeno della mobilità passiva. Per l’accusa, Quaglieri avrebbe dovuto astenersi nel momento in cui sono stati varati i provvedimenti che hanno riguardato anche la società Nova Salus srl, di cui la Di Lorenzo fa parte, e dalla quale il medico di Trasacco, ha percepito il 95% dei redditi dichiarati. Redditi che sono stati sempre dichiarati agli uffici del consiglio regionale.

La vicenda è emersa per via della denuncia del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che insieme ai colleghi del gruppo, ha poi presentato un esposto all’Autorita nazionale anti corruzione (Anac) e alla Corte dei conti denunciando, per la verità molto tardivamente, il presunto conflitto di interessi. L’Anac ha rinviato alla Regione la definizione della questione: sia gli uffici, sia la Giunta per le elezioni si sono espresse negando ogni illegittimità.